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Sez. 6, Sentenza n. 5092 del 30/01/2014 Cc. (dep. 31/01/2014) Rv. 258345 - 01

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE - IN GENERE | Mandato di arresto europeo - Divieto di consegna - "Ne bis in idem" - Presupposto - Identità dei fatti - Nozione - Identità della vittima - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2014-01-30
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/258345-01

RAPPORTI GIURISDIZIONALI CON AUTORITÀ STRANIERE - IN GENERE

In tema di mandato di arresto europeo, ai fini della configurabilità del motivo ostativo del divieto del "ne bis in idem", previsto dall'art. 18, lett. m), della l. n. 69 del 2005, occorre avere riguardo al criterio della identità sostanziale dei fatti oggetto dei relativi procedimenti, indipendentemente dall'eventuale diversa qualificazione giuridica attribuita all'episodio dalle autorità dello Stato richiedente e di quello richiesto ed a prescindere, nei casi in cui la condotta arrechi danno ad una pluralità di vittime, anche dall'identità delle vittime. (Fattispecie in cui era stata autorizzata la consegna, per reati concernenti il traffico di persone, nei confronti di soggetto condannato in Italia per più fatti di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, commessi nello stesso periodo, sul presupposto sopratutto che diverse fossero le vittime del reato e la Suprema Corte ha annullato con rinvio la sentenza, ritenendo che per accertare l'identità dei fatti non bastasse un mero raffronto delle imputazioni ma fosse indispensabile un'approfondita analisi delle motivazioni dei due provvedimenti giudiziari).

Riferimenti normativi: Legge 22/04/2005 num. 69 art. 18 com. 1 lett. M CORTE COST. PENDENTE, Tratt. Internaz. 19/06/1990 art. 54, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 669 CORTE COST., Decreto Legisl. 25/07/1998 num. 286 art. 12 CORTE COST., Prot. 4 Conv. Dir. Uomo art. 7

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)