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Sez. 6 - , Sentenza n. 40886 del 08/03/2018 Ud. (dep. 24/09/2018) Rv. 274147 - 01

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'ATTIVITÀ GIUDIZIARIA - CALUNNIA - IN GENERE | Dichiarazioni dell'imputato coinvolgenti terze persone di cui si conosce l'innocenza - Esercizio del diritto di difesa - Configurabilità - Condizioni - Fattispecie.
Stato
decisa il 2018-03-08
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/274147-01

REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - DELITTI CONTRO L'ATTIVITÀ GIUDIZIARIA - CALUNNIA - IN GENERE

In tema di calunnia, non esorbita dai limiti del diritto di difesa l'imputato che affermi falsamente davanti all'Autorità giudiziaria fatti tali da coinvolgere altre persone, che sa essere innocenti, in fatti penalmente illeciti, purchè la mendace dichiarazione costituisca l'unico indispensabile mezzo per confutare la fondatezza dell'imputazione, secondo un rapporto di stretta connessione funzionale tra l'accusa (implicita od esplicita) formulata dall'imputato e l'oggetto della contestazione nei suoi confronti, e sia contenuta in termini di stretta essenzialità, nel senso dell'assenza di ragionevoli alternative quale mezzo di negazione dell'addebito. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto immune da censure la sentenza di condanna del soggetto che, indagato per il furto di un telefono, non si era limitato a negare l'addebito, bensì aveva riferito di aver ricevuto il cellulare da un terzo soggetto nominativamente individuato, pur sapendolo innocente).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 368, Cod. Pen. art. 51 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)