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Sez. 6, Sentenza n. 13041 del 17/02/1978 Ud. (dep. 25/10/1978) Rv. 140279 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE - METUS PUBLICAE POTESTATIS - ESTREMI - DIVERSITA DELLE IPOTESI.*
Stato
decisa il 1978-02-17
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/140279-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - CONCUSSIONE - IN GENERE - METUS PUBLICAE POTESTATIS - ESTREMI - DIVERSITA DELLE IPOTESI.*

Il metus publicae potestatis, pur essendo necessariamente presente nel reato di concussione, in ogni sua Forma, si atteggia in modo diverso a seconda che il soggetto passivo soggiaccia alla costrizione oppure all'induzione per persuasione o, ancora, all'induzione per frode. Nel primo caso il metus consiste nel timore di un danno minacciato dal pubblico ufficiale; nel secondo si risolve nella soggezione alla posizione di preminenza del pubblico ufficiale stesso, il quale, abusando della propria qualita o funzione, faccia leva su di essa per suggestionare, persuadere, convincere a dare o promettere allo scopo di evitare un male peggiore. Nel terzo caso, infine, il metus si riduce, per effetto dell'inganno, al timore delle conseguenze della propria condotta non conforme alle esigenze artatamente prospettate dal pubblico ufficiale e, in definitiva, al modello di comportamento da lui prescritto. Ricorrono, pertanto, gli estremi della concussione sia quando la volonta risulti viziata dalla frode, sia quando il soggetto passivo vittima dell'inganno intuisca i veri scopi della condotta del pubblico ufficiale e tuttavia si pieghi, per evitare il peggio, alla sua volonta.*

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 317

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)