Sez. 1, Sentenza n. 8537 del 22/04/2005 (Rv. 580952 - 01)
IGIENE E SANITÀ PUBBLICA - SANITÀ DELL'AMBIENTE - IN GENERE | Scarico di acque reflue - Superamento dei limiti di tollerabilità - Depuratore comunale - Soggetti responsabili - Individuazione - Comune - Configurabilità - Affidamento della gestione tecnica dell'impianto a ditta specializzata - Rilevanza ai fini della esclusione della responsabilità dell'ente pubblico - Esclusione.
IGIENE E SANITÀ PUBBLICA - SANITÀ DELL'AMBIENTE - IN GENERE
In tema di inquinamento, il Comune, quale esclusivo titolare del diritto di scarico nel corpo idrico ricettore delle acque provenienti dal pubblico impianto di depurazione, è da considerarsi il primo destinatario del precetto legislativo di cui all'art. 21, comma terzo legge 319 del 1976, come modificato dalla legge 172 del 1995, che vieta il superamento nelle acque scaricate dei limiti di accettabilità stabiliti dalle apposite tabelle; nè nel caso di violazione di tali prescrizioni, la conseguente responsabilità dell'ente pubblico è esclusa dalla circostanza che la gestione tecnica dell'impianto sia stata data in appalto a una ditta specializzata, giacchè il destinatario di uno specifico divieto configurante un illecito amministrativo sanzionato dalla legge non può, delegando a terzi l'osservanza dell'obbligo a lui imposto, trasferire responsabilità in ordine a previsioni di interesse pubblico che trascendono, in quanto tali, la tutela di privati interessi; infatti, il soggetto tenuto, per la posizione ricoperta nell'ente, al rispetto della norma deve attivarsi, anche attraverso la designazione di un dirigente all'interno dell'ente medesimo, per predisporre i dovuti controlli, la cui omissione, sia per mancanza della nomina, da parte del Sindaco, di un soggetto appositamente preposto e sia per il colpevole comportamento del soggetto designato, non può che addebitarsi in ogni caso al Comune ai sensi dell'art. 6 legge 689 del 1981per la violazione dei doveri di vigilanza.
Riferimenti normativi: Legge 10/05/1976 num. 319 art. 20, Legge 24/11/1981 num. 689 art. 6, Legge 17/05/1995 num. 172 CORTE COST., Decreto Legge 17/03/1995 num. 79 art. 3 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)