Sez. L, Sentenza n. 1209 del 28/03/1977 (Rv. 384878 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI - INTEGRAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE - DOMANDA DI PARTE - NECESSITA - DOMANDA IMPLICITA - SUFFICIENZA.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - DETERMINAZIONE - MINIMI SALARIALI - INTEGRAZIONE DA PARTE DEL GIUDICE - DOMANDA DI PARTE - NECESSITA - DOMANDA IMPLICITA - SUFFICIENZA.*
Il potere del giudice di integrare la retribuzione spettante al lavoratore subordinato, in applicazione dei criteri dettati dall'art 36 della Costituzione, presuppone la domanda della parte. Tale domanda, peraltro, non deve essere necessariamente formulata in modo espresso, essendo sufficiente che risulti virtualmente contenuta in quella proposta in giudizio. (nella specie, enunciando il principio di cui sopra, la SC ha ritenuto che il giudice del merito, adito con domanda di adeguamento della retribuzione alla qualita e quantita delle prestazioni lavorative, in relazione ai contratti collettivi, non era incorso in vizio di ultrapetizione, con l'accogliere parzialmente la domanda medesima in base all'art 36 della Costituzione). (Conf 1419/74, mass n 369498; (Conf 1563/72, mass n 358283).*
Riferimenti normativi: Costituzione art. 36, Cod. Civ. art. 2099 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 112
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)