Sez. 1, Sentenza n. 7978 del 18/04/2005 (Rv. 580715 - 01)
CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI - PROCESSO EQUO - TERMINE RAGIONEVOLE - IN GENERE | Equa riparazione ex legge n. 89 del 2001 - Domanda - Termine - Decorrenza - Definitività della decisione - Identificazione - Giudizio amministrativo - Successivo giudizio di ottemperanza - Compimento dell'attività sostitutiva di quella della P.A. - Decorso del termine di proposizione della domanda - Termine ragionevole - Determinazione - Momento iniziale - Ricorso introduttivo del giudizio conclusosi con la sentenza da adempiere - Eventuale giudizio di annullamento del provvedimento adottato dalla P.A. in esecuzione del giudicato - Computo sul termine ragionevole - Esclusione.
CONVENZIONE EUROPEA DEI DIRITTI DELL'UOMO E DELLE LIBERTÀ FONDAMENTALI - PROCESSO EQUO - TERMINE RAGIONEVOLE - IN GENERE
In tema di equa riparazione per la violazione del termine ragionevole di durata del processo ai sensi della legge 24 marzo 2001, n. 89, poichè con il giudizio amministrativo di ottemperanza si realizza lo scopo di dare piena ed effettiva soddisfazione al medesimo interesse sostanziale riconosciuto dalla sentenza da adempiere, con un provvedimento che spesso si palesa integrativo di tale sentenza e che comunque ne specifica il contenuto, devesi ritenere che, nell'ipotesi in cui venga esperito tale strumento di tutela, "il momento in cui la decisione, che conclude il medesimo procedimento, è divenuta definitiva", considerato, ai fini della proponibilità della domanda di equa riparazione dall'art. 4 della legge n. 89 del 2001, va identificato con il compimento dell'attività sostitutiva di quella dell'amministrazione, vale a dire con la statuizione della misura attuativa del giudicato, fermo restando che il dies a quo va identificato con la data di proposizione del ricorso introduttivo del giudizio conclusosi con la sentenza da adempiere. Nel caso, invece, in cui venga esperita l'ordinaria azione di annullamento del provvedimento amministrativo eventualmente adottato dalla P.A. a seguito del giudicato, ogni collegamento funzionale tra questo giudizio e quello conclusosi con la sentenza da adempiere viene meno, per cui i due processi devono considerarsi autonomi e la loro durata non può essere complessivamente considerata al fine di stabilire se sia stato violato o meno il termine ragionevole di durata del processo.
Riferimenti normativi: Legge 24/03/1855 num. 2248 art. 4, Legge 06/12/1971 num. 1034 art. 37 CORTE COST., Legge 24/03/2001 num. 89 art. 4 CORTE COST., Regio Decr. 26/06/1924 num. 1054 art. 27 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)