Sez. 1, Sentenza n. 2113 del 20/02/1992 (Rv. 475847 - 01)
Famiglia - Filiazione - Filiazione legittima - Disconoscimento di paternità - Prova | Disconoscimento della paternità fondato sull'adulterio della moglie - Ammissioni rese dalla moglie (in corso di causa o prima) - Efficacia vincolante in ordine all'accertamento dell'adulterio - Insussistenza - Elementi liberamente apprezzabili dal giudice - Configurabilità.
Famiglia - Filiazione - Filiazione legittima - Disconoscimento di paternità - Prova
In tema di disconoscimento della paternità del figlio concepito durante il matrimonio, fondato sull'adulterio della moglie (art. 235 primo comma n. 3 cod. civ.), l'indagine sul verificarsi di tale adulterio, che ha carattere preliminare rispetto a quella sulla sussistenza o meno del rapporto procreativo e deve prescindere dalle prove a quest'ultimo inerenti (incluse quelle ematologiche), non è vincolata da eventuali ammissioni rese dalla moglie (in corso di causa o prima), le quali, riguardando diritti indisponibili, configurano elementi liberamente apprezzabili dal giudice (art. 2733 secondo comma cod. civ., nonché art. 235 secondo comma cod. civ., dettato con riferimento al rapporto procreativo, ma estensibile, alla luce della sua "ratio", anche al suddetto accertamento preliminare).
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 235 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2733, Cod. Civ. art. 2735
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)