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Sez. U, Sentenza n. 4634 del 15/07/1988 (Rv. 459521 - 01)

CORTE DEI CONTI - ATTRIBUZIONI - GIURISDIZIONALI - CONTENZIOSO CONTABILE - GIUDIZI DI RESPONSABILITÀ - IN GENERE - ENTE OSPEDALIERO O USL CONDANNATI AL RISARCIMENTO DEL DANNO SUBITO DA UN ASSISTITO PER FATTO COLPOSO DEL PROPRIO DIPENDENTE - AZIONI DI RIVALSA NEI CONFRONTI DEL DIPENDENTE MEDESIMO - DEVOLUZIONE ALLA COGNIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI.*
Stato
decisa il 1988-07-15
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/459521-01

CORTE DEI CONTI - ATTRIBUZIONI - GIURISDIZIONALI - CONTENZIOSO CONTABILE - GIUDIZI DI RESPONSABILITÀ - IN GENERE - ENTE OSPEDALIERO O USL CONDANNATI AL RISARCIMENTO DEL DANNO SUBITO DA UN ASSISTITO PER FATTO COLPOSO DEL PROPRIO DIPENDENTE - AZIONI DI RIVALSA NEI CONFRONTI DEL DIPENDENTE MEDESIMO - DEVOLUZIONE ALLA COGNIZIONE DELLA CORTE DEI CONTI.*

Qualora un ente ospedaliero (ovvero un'unità sanitaria locale, dopo l'attuazione della legge 23 dicembre 1978 n. 833 istitutiva del servizio sanitario nazionale) venga condannato al risarcimento del danno subito da un assistito per fatto colposo del proprio dipendente (nella specie, lesioni personali provocate da un medico nell'esecuzione di un intervento), e poi agisca in rivalsa nei confronti del dipendente medesimo, la relativa controversia spetta alla cognizione della Corte dei conti, atteso che la giurisdizione contabile di tale Corte, secondo la previsione dell'art. 52 del R.d. 12 luglio 1934 n. 1214 e dell'art. 103 della Costituzione, non si riferisce ai soli fatti inerenti al maneggio di denaro, ma si estende ad ogni ipotesi di responsabilità per pregiudizi economici arrecati allo stato o ad enti pubblici da persone legate da vincoli di impiego o di servizio ed in conseguenza di violazione degli obblighi inerenti a detti rapporti. (V 2/80, mass n 403359; (V 5184/79, mass n 401793).*

Riferimenti normativi: Costituzione art. 103, Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2049, Regio Decr. 12/07/1934 num. 1214 art. 52, Legge 23/12/1978 num. 833 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)