diritto.io

Sez. U, Sentenza n. 2327 del 30/03/1983 (Rv. 427179 - 01)

URBANISTICA - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - DISCIPLINA URBANISTICA - DELL'ATTIVITÀ COSTRUTTIVA EDILIZIA - LICENZA DI COSTRUZIONE - VIGILANZA SULLE COSTRUZIONI (ATTRIBUZIONI DEL SINDACO) - DECLARATORIA DI DECADENZA DELLA LICENZA - DEDUZIONE DAVANTI AL GIUDICE ORDINARIO DELLA NON CONFORMITÀ A LEGGE DELLA DECLARATORIA E AZIONE DI RISARCIMENTO DEL DANNO - IMPROPONIBILITÀ - PREGRESSO RICORSO DAVANTI AL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER L'ANNULLAMENTO DI DETTA DECLARATORIA - INFLUENZA - ESCLUSIONE - SOSPENSIONE NECESSARIA DEL GIUDIZIO DAVANTI AL GIUDICE ORDINARIO - INAMMISSIBILITÀ.*
Stato
decisa il 1983-03-30
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/427179-01

URBANISTICA - COMPETENZA E GIURISDIZIONE - DISCIPLINA URBANISTICA - DELL'ATTIVITÀ COSTRUTTIVA EDILIZIA - LICENZA DI COSTRUZIONE - VIGILANZA SULLE COSTRUZIONI (ATTRIBUZIONI DEL SINDACO) - DECLARATORIA DI DECADENZA DELLA LICENZA - DEDUZIONE DAVANTI AL GIUDICE ORDINARIO DELLA NON CONFORMITÀ A LEGGE DELLA DECLARATORIA E AZIONE DI RISARCIMENTO DEL DANNO - IMPROPONIBILITÀ - PREGRESSO RICORSO DAVANTI AL GIUDICE AMMINISTRATIVO PER L'ANNULLAMENTO DI DETTA DECLARATORIA - INFLUENZA - ESCLUSIONE - SOSPENSIONE NECESSARIA DEL GIUDIZIO DAVANTI AL GIUDICE ORDINARIO - INAMMISSIBILITÀ.*

La posizione di diritto soggettivo del privato, nei confronti del comune che gli ha rilasciato la licenza edilizia, resta affievolita qualora l'autorità comunale, avvalendosi dei poteri di vigilanza e repressione conferitile dagli artt. 31 e 32 della legge urbanistica 17 agosto 1942 n. 1150, disponga la sospensione dei lavori e dichiari la decadenza dalla licenza stessa per inosservanza delle prescrizioni in essa contenute, mentre riacquista l'originaria natura e consistenza solo per effetto della pronuncia del giudice amministrativo che accerti l'illegittimità di detto provvedimento. In difetto di tale pronuncia, pertanto, ed a prescindere da ogni questione sull'eventuale ultimazione della costruzione e sulla sua data, deve escludersi la possibilità del privato di agire davanti al giudice ordinario con Azione di risarcimento del danno, in base alla dedotta non conformità a legge di quella decadenza, atteso che siffatta deduzione, ancorché avanzata sotto il profilo dell'errore del sindaco sui presupposti di fatto della decadenza, si traduce nella denuncia di uno scorretto Esercizio del potere spettante al sindaco medesimo, a fronte del quale la posizione del privato è di mero interesse legittimo. Questo principio non trova deroga per il caso in cui, oltre al giudizio davanti al giudice ordinario, sia pendente ricorso davanti al giudice amministrativo per l'annullamento del suddetto provvedimento, perché deve negarsi una situazione di sospensione necessaria del primo per pregiudizialità della definizione del secondo, dato che è solo la definizione di quest'ultimo con pronuncia di annullamento che perfeziona la fattispecie risarcitoria azionabile davanti al giudice ordinario. (V 5027/82, mass n 422953).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 295 CORTE COST. PENDENTE, Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 2 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 4 CORTE COST., Legge 20/03/1865 num. 2248 all. E art. 5 CORTE COST., Legge 17/08/1942 num. 1150 art. 31 CORTE COST., Legge 17/08/1942 num. 1150 art. 32, Legge 06/08/1967 num. 765 art. 10 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)