Sez. L, Sentenza n. 2526 del 26/05/1989 (Rv. 462866 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - CARRIERA - CONCORSI INTERNI - PROMOZIONI - PROCEDIMENTO DI SCELTA DEI CANDIDATI - CRITERI FISSI DI APPREZZAMENTO E CRITERI DISCREZIONALI - CONSEGUENTI RISPETTIVI DIRITTI DEL DIPENDENTE - PROVE RELATIVE - ONERE - INCIDENZA - OGGETTO.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - CATEGORIE E QUALIFICHE DEI PRESTATORI DI LAVORO - QUALIFICHE - CARRIERA - CONCORSI INTERNI - PROMOZIONI - PROCEDIMENTO DI SCELTA DEI CANDIDATI - CRITERI FISSI DI APPREZZAMENTO E CRITERI DISCREZIONALI - CONSEGUENTI RISPETTIVI DIRITTI DEL DIPENDENTE - PROVE RELATIVE - ONERE - INCIDENZA - OGGETTO.*
Ove la disciplina collettiva, prevedendo un procedimento di scelta dei candidati da promuovere basato su più requisiti, determini per alcuni di essi criteri fissi di apprezzamento e riservi gli altri alla valutazione discrezionale del datore di lavoro, il dipendente ha diritto non solo all'applicazione dei criteri prestabiliti ma anche, in relazione al secondo tipo di requisiti, al compimento delle operazioni di valutazione secondo le norme contrattuali e le regole di correttezza e buona fede (artt. 1173 e 1375 cod. civ.). il rispetto di tali regole - che implica per il datore di lavoro la necessità di motivare il risultato della valutazione comparativa, con l'indicazione dei criteri seguiti nella stima discrezionale predetta - deve essere provato dallo stesso datore, gravando invece sul dipendente, che agisce per il risarcimento del danno subito per la mancata promozione, l'Onere di provare che questa è conseguenza dell'inadempimento della controparte. (V 6864/87, mass n 455059).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1175, Cod. Civ. art. 1375, Cod. Civ. art. 2095 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2697 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)