Sez. 6, Sentenza n. 483 del 27/11/1996 Ud. (dep. 24/01/1997) Rv. 207734 - 01
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE | Autotutela - Legittimità - Condizioni - Immediatezza della reazione - Necessità - Situazione giuridica protetta definitivamente pregiudicata - Esercizio di autotutela mediante tentativo di impossessamento di un animale a garanzia di una pretesa risarcitoria - Legittimità - Esclusione.
REATI CONTRO L'AMMINISTRAZIONE DELLA GIUSTIZIA - TUTELA ARBITRARIA DELLE PROPRIE RAGIONI - ESERCIZIO ARBITRARIO DELLE PROPRIE RAGIONI (RAGION FATTASI) - IN GENERE
In tema di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, il principio "vim vi repellere licet", che rende non punibile l'autore della violenza, trova applicazione soltanto quando tra l'azione perturbatrice e quella contraria dell'agente non si sia frapposto alcun lasso di tempo sufficiente per adire il giudice ed ottenere un provvedimento idoneo ad evitare il prodursi o il protrarsi di una situazione di danno. Quando, invece, la situazione giuridica protetta sia stata definitivamente pregiudicata, con la possibilità per il titolare di essa della sola reintegrazione per equivalente mediante risarcimento del danno, il principio suddetto non può essere addotto a motivo di non punibilità, giacché la tutela violenta di un diritto di credito concreta, comunque, il reato di ragion fattasi. (Fattispecie nella quale è stata esclusa la configurabilità di legittima autotutela nella condotta di un proprietario di un fondo coltivato, in precedenza calpestato da un cavallo di proprietà altrui, che aveva usato violenza sull'animale, montato dal proprietario, bloccandolo e tentando di assicurarlo alla propria autovettura, con finalità di non consentito diritto di ritenzione a garanzia del preteso credito risarcitorio).
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 392
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)