Sez. 3, Sentenza n. 2985 del 27/03/1987 (Rv. 452078 - 01)
RISARCIMENTO DEL DANNO - VALUTAZIONE E LIQUIDAZIONE - INVALIDITÀ PERSONALE - PERMANENTE - DEFORMAZIONE DEL VOLTO - INCIDENZA NELLA DETERMINAZIONE DELLA PERCENTUALE DI INVALIDITÀ PERMANENTE.*
RISARCIMENTO DEL DANNO - VALUTAZIONE E LIQUIDAZIONE - INVALIDITÀ PERSONALE - PERMANENTE - DEFORMAZIONE DEL VOLTO - INCIDENZA NELLA DETERMINAZIONE DELLA PERCENTUALE DI INVALIDITÀ PERMANENTE.*
Una deformazione, sia pure non grave, del volto si risolve, per un qualsiasi lavoratore, specie se di giovane età, in una perdita patrimoniale, poiché uno sfregio, pur non diminuendo la capacità e l'attitudine al lavoro, pone sempre il danneggiato in una condizione di inferiorità per quanto attiene al mondo lavorativo, nel senso che il danno fisionomico rende più difficile la possibilità di accedere ad altri tipi di attività comportanti contatti con più persone, in ipotesi più confacenti e più lucrosi. Si tratta, pertanto, di un pregiudizio patrimoniale proiettato nel futuro che, come tale, ben può essere considerato quale componente della percentuale di Invalidità permanente, a nulla rilevando che il particolare turbamento psichico e morale patito dal leso per lo sfregio possa anche essere considerato a parte come danno morale da fatto penalmente illecito. (V 4032/75, mass n 378327; (V 1346/71, mass n 351572; (V 1195/71, mass n 351347).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2056, Cod. Civ. art. 2057, Cod. Civ. art. 2059 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)