Sez. L, Sentenza n. 6105 del 11/11/1988 (Rv. 460511 - 01)
IGIENE E SANITÀ PUBBLICA - ASSISTENZA SANITARIA - IN GENERE - PRINCIPIO DI LIBERA SCELTA DEL MEDICO GENERICO E DEL PEDIATRA - PORTATA - INAMMISSIBILITÀ DI SCELTE OBBLIGATE - CONSEGUENZE - SCELTA DI UN MEDICO RESIDENTE IN UN ALTRO COMUNE E AUTORIZZAZIONE DELLA SCELTA IN DEROGA - AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONI - EFFETTI.*
IGIENE E SANITÀ PUBBLICA - ASSISTENZA SANITARIA - IN GENERE - PRINCIPIO DI LIBERA SCELTA DEL MEDICO GENERICO E DEL PEDIATRA - PORTATA - INAMMISSIBILITÀ DI SCELTE OBBLIGATE - CONSEGUENZE - SCELTA DI UN MEDICO RESIDENTE IN UN ALTRO COMUNE E AUTORIZZAZIONE DELLA SCELTA IN DEROGA - AMMISSIBILITÀ - CONDIZIONI - EFFETTI.*
Nell'ambito dell'organizzazione del servizio sanitario, il principio di libera scelta del medico generico e del pediatra, che costituisce espressione del fondamentale diritto dell'individuo alla tutela della salute (art. 32, comma primo, cost. Ed art. 1 della legge n. 833 del 1978), comporta l'inammissibilità di scelte "obbligate" in relazione a situazioni di presenza di un solo medico generico o di un solo pediatra nell'ambito di una circoscrizione territoriale, con l'ulteriore conseguenza che il verificarsi di una di dette situazioni costituisce di per sè ragione sufficiente perché l'assistito si rivolga a medici residenti in altro comune - i quali hanno perciò il diritto-dovere di effettuare le prestazioni domiciliari nel luogo di residenza dell'assistito - e perché l'autorizzazione della P.a. Alla scelta "in deroga" si configuri come atto dovuto.*
Riferimenti normativi: Costituzione art. 32, Legge 23/12/1978 num. 833 art. 1, Legge 23/12/1978 num. 833 art. 19, Legge 23/12/1978 num. 833 art. 25 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)