Sez. 1, Sentenza n. 5370 del 16/06/1997 (Rv. 505208 - 01)
ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - IN GENERE | Mancata espressa formulazione della domanda di nullità del lodo - Rilevanza - Esclusione - Limiti - Desumibilità della domanda suddetta dal contesto delle richieste e deduzioni - Necessità.
ARBITRATO - LODO (SENTENZA ARBITRALE) - IMPUGNAZIONE - PER NULLITÀ - IN GENERE
L'impugnazione del lodo arbitrale tende ad instaurare un procedimento nel quale si vuole ottenere, attraverso un provvedimento intermedio (di dichiarazione di nullità del lodo stesso), il riesame del merito. È pertanto evidente che la domanda di riforma(attinente alla fase rescissoria) implica e presuppone, nel meccanismo fissato dagli artt. 829 e 830 cod. proc. civ. (nei testi precedenti a quelli modificati con la legge n. 25 del 1994), la declaratoria di nullità del lodo(pronuncia rescindens) che è perciò necessaria, ma meramente strumentale rispetto al riesame della causa e, quindi, alla pronuncia rescissoria. A tal fine, non è necessaria che vi sia un'istanza formale o un'espressa manifestazione di volontà specificamente contenuta nelle conclusioni, ben potendo la domanda risultare implicitamente o indirettamente dalle deduzioni o richieste complessivamente formulate
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 829 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 830 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)