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Sez. L - , Ordinanza n. 26695 del 10/11/2017 (Rv. 646152 - 01)

IMPIEGO PUBBLICO - IMPIEGATI DELLO STATO - IN GENERE | Dirigente - Recesso anticipato - Acquiescenza - Condizioni e limiti - Fattispecie.
Stato
decisa il 2017-11-10
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/646152-01

IMPIEGO PUBBLICO - IMPIEGATI DELLO STATO - IN GENERE

In tema di recesso anticipato dal rapporto dirigenziale pubblico, l'acquiescenza del lavoratore all'atto può essere desunta solo da un comportamento di adesione alle determinazioni datoriali che sia spontaneo, tenuto nella piena consapevolezza dell'atto lesivo e non presenti aspetti di equivocità, nel senso che sia assolutamente incompatibile con la volontà di impugnare il provvedimento. (Nella specie, la S.C., nel cassare la sentenza impugnata, ha ritenuto che con la richiesta di riconferma nell'incarico il dirigente avesse contestato la automaticità della cessazione, e che l'ulteriore azione volta a denunciare la mancata attribuzione di un nuovo incarico, e la ingiustificata preferenza accordata ad altri, non costituisse adesione alla cessazione del precedente, non essendovi alcuna incompatibilità logica e giuridica fra le due domande).

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1372, Decreto Legge 03/10/2006 num. 262 art. 2 com. 161 CORTE COST., Legge 24/11/2006 num. 286 CORTE COST., Decreto Legisl. 10/03/2001 num. 165 art. 19 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)