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Sez. 6, Sentenza n. 7487 del 02/04/1998 Ud. (dep. 24/06/1998) Rv. 211245 - 01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE | Elemento soggettivo - Testo dell'art. 323 c.p. nella formulazione risultante a seguito dell'entrata in vigore della l. 26 aprile 1990, n. 86 e l. 16 luglio 1997, n. 234 - Perseguimento in via esclusiva del fine privato da parte del pubblico ufficiale - Necessità - Esclusione - Intenzione dello stesso di procurare un ingiusto vantaggio patrimoniale a sè o ad altri - Sufficienza.
Stato
decisa il 1998-04-02
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/211245-01

REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - ABUSO DI UFFICIO IN CASI NON PREVEDUTI SPECIFICAMENTE DALLA LEGGE

Il dolo del reato di abuso di ufficio è integrato da un comportamento intenzionale del pubblico ufficiale che procuri a sè o ad altri un ingiusto vantaggio, senza che sia necessario il perseguimento in via esclusiva del fine privato, requisito non richiesto dalla precedente formulazione dell'art. 323 cod. pen. né dal testo della norma risultante a seguito delle modificazioni introdotte con l'entrata in vigore della legge 16 luglio 1997, n. 234.

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 323 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)