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Sez. U, Sentenza n. 18262 del 10/09/2004 (Rv. 576974 - 01)

ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - DERIVAZIONI E UTILIZZAZIONI (UTENZE) - CANONI - IN GENERE | Termine per l'emanazione del regolamento di attuazione dell'art. 12, quinto comma, D.L. n. 90 del 1990 - Carattere ordinatorio - Conseguenze - Potere della P.A. di esercitare nuovamente, pur dopo la scadenza di quel termine, il potere regolamentare, in sostituzione del primo regolamento annullato in sede giurisdizionale - Configurabilità - Sussistenza.
Stato
decisa il 2004-09-10
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/576974-01

ACQUE - ACQUE PUBBLICHE - DERIVAZIONI E UTILIZZAZIONI (UTENZE) - CANONI - IN GENERE

In tema di canoni demaniali, il termine di settanta giorni previsto dall'art. 12, quinto comma, del D.L. 27 aprile 1990, n. 90 (convertito, con modificazioni, nella legge 26 giugno 1990, n. 165) per l'emanazione del D.M. di rideterminazione in aumento dei canoni stessi, ha carattere ordinatorio, onde al suo inutile decorso non è correlata alcuna decadenza, con la conseguenza che, pur dopo la scadenza di quel termine, permane la potestà regolamentare di cui alla citata norma di legge, e la P.A. ben può, emanando il D.M. 2 marzo 1998, n. 258, rinnovare il D.M. 20 luglio 1990, annullato in sede giurisdizionale (con sentenza del Tribunale superiore delle acque pubbliche n. 34 del 24 marzo 1993, confermata dalla Corte di cassazione con sentenza n. 9685 dell'1 novembre 1994) per vizio del procedimento (non risultando acquisito il parere del Consiglio di Stato né disposta la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai sensi dell'art. 17 della legge 23 agosto 1998, n. 400), essendo rimasto nella titolarità della P.A. il relativo potere.

Riferimenti normativi: Decreto Legge 27/04/1990 num. 90 art. 12 com. 5 CORTE COST., Legge 26/06/1990 num. 165 CORTE COST., DM Finanze 20/07/1990, Decr. Minist. Finanze 02/03/1998 num. 258

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)