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Sez. L, Sentenza n. 9300 del 15/05/2004 (Rv. 572903 - 01)

PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO | Contrasto fra consulenze tecniche espletate entrambe in appello - Accoglimento da parte del giudice delle conclusioni formulate dal secondo consulente tra lui nominato - Obbligo di motivazione in ordine alla scelta di tali conclusioni - Esclusione - Condizioni - Limiti.
Stato
decisa il 2004-05-15
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/572903-01

PROVA CIVILE - CONSULENZA TECNICA - POTERI DEL GIUDICE - VALUTAZIONE DELLA CONSULENZA - D'UFFICIO

Qualora il giudice di appello, esaminando i risultati di due successive consulenze tecniche di ufficio disposte entrambe di sede di gravame e fra loro contrastanti, aderisca al parere del secondo consulente respingendo quello del primo, la motivazione della sentenza è sufficiente, anche se tale adesione non sia specificamente giustificata, ove il parere cui è prestata adesione fornisca gli elementi che consentano, su un piano positivo, di delineare il percorso logico seguito e, su un piano negativo, di escludere la rilevanza di elementi di segno contrario, siano essi esposti nella seconda relazione o deducibili "aliunde". Una specifica giustificazione è, invece, necessaria nella diversa ipotesi di adesione alle conclusioni della prima di due divergenti consulenze tecniche disposte dallo stesso giudice.

Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 61, Cod. Proc. Civ. art. 195

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)