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Sez. 1, Sentenza n. 24860 del 09/12/2015 (Rv. 638151 - 01)

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - OBBLIGAZIONI - ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA | Obbligazioni contratte senza il previsto schema procedimentale - Azione ex art. 2041 c.c. nei confronti dell'ente - Inammissibilità - Fondamento - Riconoscimento del debito fuori bilancio da parte dell'Amministrazione - Presupposti - Accertamento dell'utilità della prestazione - Condizioni.
Stato
decisa il 2015-12-09
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/638151-01

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - OBBLIGAZIONI - ARRICCHIMENTO SENZA CAUSA

In tema di assunzione di obbligazioni da parte degli enti locali, agli effetti di quanto disposto dall'art. 23, comma 4, del d.l. n. 66 del 1989 (convertito, con modificazioni nella l. n. 144 del 1989), qualora le obbligazioni contratte non rientrino nello schema procedimentale di spesa, insorge un rapporto obbligatorio direttamente con l'amministratore o il funzionario che abbia consentito la prestazione, per difetto del requisito della sussidiarietà, sicché resta esclusa l'azione di indebito arricchimento nei confronti dell'ente, il quale può, comunque, riconoscere "a posteriori" il debito fuori bilancio, ai sensi dell'art. 194 del d.lgs. n. 267 del 2000, nei limiti degli accertati e dimostrati utilità ed arricchimento per l'ente stesso. Peraltro, tale riconoscimento può avvenire solo espressamente, con apposita deliberazione dell'organo competente, e non può essere desunto anche dal mero comportamento tenuto dagli organi rappresentativi, insufficiente ad esprimere un apprezzamento di carattere generale in ordine alla conciliabilità dei relativi oneri con gli indirizzi di fondo della gestione economico-finanziaria dell'ente e con le scelte amministrative compiute.

Riferimenti normativi: Legge 24/04/1989 num. 144 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2041, Cod. Civ. art. 2042, Decreto Legisl. 18/08/2000 num. 267 art. 194

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)