Sez. 5, Sentenza n. 2826 del 07/02/2008 (Rv. 601781 - 01)
IMPUGNAZIONI CIVILI - IMPUGNAZIONI IN GENERALE - ACQUIESCENZA - TACITA | Accettazione della sentenza - Condizioni - Comportamento assolutamente incompatibile con la volontà di proporre impugnazione - Necessità - Spontanea esecuzione della pronuncia di primo grado favorevole al contribuente da parte della P.A. - Fattispecie in tema di sgravio dell'imposta comunale sulla pubblicità successivamente alla sentenza di accoglimento dell'impugnazione.
IMPUGNAZIONI CIVILI - IMPUGNAZIONI IN GENERALE - ACQUIESCENZA - TACITA
L'acquiescenza alla sentenza, preclusiva dell'impugnazione ai sensi dell'art. 329 cod. proc. civ., consiste nell'accettazione della sentenza, ovverosia nella manifestazione da parte del soccombente della volontà di non impugnare, la quale può avvenire sia in forma espressa che tacita: in quest'ultimo caso, l'acquiescenza può ritenersi sussistente soltanto quando l'interessato abbia posto in essere atti da quali sia possibile desumere, in maniera precisa ed univoca, il proposito di non contrastare gli effetti giuridici della pronuncia, e cioè gli atti stessi siano assolutamente incompatibili con la volontà di avvalersi dell'impugnazione. Ne consegue che la spontanea esecuzione della pronunzia di primo grado favorevole al contribuente da parte della P.A., anche quando la riserva d'impugnazione non venga dalla medesima a quest'ultimo resa nota, non comporta acquiescenza alla sentenza, preclusiva dell'impugnazione ai sensi del combinato disposto di cui agli artt. 329 cod. proc. civ. e 49 d.lgs.31 dicembre 1992, n. 546, trattandosi di un comportamento che può risultare fondato anche sulla mera volontà di evitare le eventuali ulteriori spese di precetto e dei successivi atti di esecuzione. (In base a detto principio la Corte ha ritenuto che, in materia di imposta sulla pubblicità, il comportamento dell'Amministrazione che, successivamente alla sentenza della Commissione tributaria regionale, abbia emesso provvedimenti di discarico totale, non presenta quel carattere di univocità indispensabile per ritenere formata un'acquiescenza implicita ostativa all'impugnazione ai sensi dell'art. 329 cod. proc.civ.).
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 329, Decreto Legisl. 31/12/1992 num. 546 art. 49 CORTE COST., Decreto Legisl. 15/11/1993 num. 507 art. 7, Decreto Legisl. 15/11/1993 num. 507 art. 9, Decreto Legisl. 15/11/1993 num. 507 art. 12
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)