Sez. L, Sentenza n. 9832 del 03/10/1998 (Rv. 519398 - 01)
PROVA CIVILE - TESTIMONIALE - CAPACITÀ A TESTIMONIARE - PERSONE AVENTI INTERESSE NEL GIUDIZIO | Criteri di individuazione - Pendenza di analoga controversia fra il teste ed alcune delle parti in causa - Rilevanza ai fini dell'incapacità a testimoniare - Esclusione.
PROVA CIVILE - TESTIMONIALE - CAPACITÀ A TESTIMONIARE - PERSONE AVENTI INTERESSE NEL GIUDIZIO
L'interesse che dà luogo ad incapacità a testimoniare a norma dell'art. 246 cod. proc. civ. è solo quello giuridico, personale, concreto ed attuale, che comporta o una legittimazione principale a proporre l'azione, ovvero una legittimazione secondaria ad intervenire in un giudizio proposto da altri cointeressati. ne consegue che la circostanza che penda una diversa (anche se, eventualmente, analoga) controversia tra un teste e taluna delle parti in causa, non vale a determinare la sussistenza di un interesse dello stesso teste - rilevante ai sensi del citato art. 246 cod. proc. civ. - nella causa in cui viene escusso e non comporta quindi di per sè la sua incapacità a testimoniare o l'inutilizzabilità della testimonianza assunta.
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 246 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)