Sez. L, Sentenza n. 5828 del 03/07/1987 (Rv. 454222 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - ASSUNZIONE - COLLOCAMENTO AL LAVORO - CIECHI, INVALIDI E MUTILATI - ASSUNZIONE OBBLIGATORIA - RICHIESTA DI AVVIAMENTO DI UN LAVORATORE CON SPECIFICHE ATTITUDINI - INDIVIDUAZIONE DA PARTE DELL'UPLMO DI UNA DELLE DUE CATEGORIE EX ART. 2095 COD. CIV. - SUFFICIENZA - CONSEGUENZE - DIVERGENZA TRA LA CATEGORIA INDICATA NELLA RICHIESTA E QUELLA DI APPARTENENZA DEL LAVORATORE - DIRITTO DI QUEST'ULTIMO AD ESSERE ASSUNTO - INSUSSISTENZA - RIFIUTO DELL'IMPRENDITORE - LEGITTIMITÀ.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - ASSUNZIONE - COLLOCAMENTO AL LAVORO - CIECHI, INVALIDI E MUTILATI - ASSUNZIONE OBBLIGATORIA - RICHIESTA DI AVVIAMENTO DI UN LAVORATORE CON SPECIFICHE ATTITUDINI - INDIVIDUAZIONE DA PARTE DELL'UPLMO DI UNA DELLE DUE CATEGORIE EX ART. 2095 COD. CIV. - SUFFICIENZA - CONSEGUENZE - DIVERGENZA TRA LA CATEGORIA INDICATA NELLA RICHIESTA E QUELLA DI APPARTENENZA DEL LAVORATORE - DIRITTO DI QUEST'ULTIMO AD ESSERE ASSUNTO - INSUSSISTENZA - RIFIUTO DELL'IMPRENDITORE - LEGITTIMITÀ.*
Mentre le norme sul collocamento ordinario prevedono che la richiesta dell'imprenditore deve essere numerica per categoria e qualifica professionale e correlativamente gli iscritti nelle liste sono suddivisi per classi, settori di produzione, categorie e qualifiche, invece la disciplina del collocamento obbligatorio prescrive soltanto che la richiesta sia numerica (e solo eccezionalmente nominativa), senza però prevedere ulteriori specificazioni in ordine alla professionalità del lavoratore che l'imprenditore intende assumere, pertanto, ove quest'ultimo abbia fatto richiesta di avviamento (obbligatorio) di un lavoratore invalido (od assimilato) aventi specifiche attitudini lavorative, l'U.P.l.m.o., può soltanto individuare in quale delle due fondamentali categorie professionali (impiegatizia od operaia) previste dall'art. 2095 cod. civ. tali attitudini siano inquadrabili e provvedere in conformità di tale generico inquadramento, con la conseguenza che nell'ipotesi di divergenza tra la categoria indicata nella richiesta e quella di appartenenza del lavoratore avviato non viene ad esistenza il diritto soggettivo di quest'ultimo ad essere assunto dall'impresa destinataria dell'ordine di assegnazione e diventa legittimo l'eventuale rifiuto dell'imprenditore di assumere il lavoratore avviato che non rientri nella generale categoria professionale risultante dalla richiesta. (Conf 810/86, mass n 444353).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2095 CORTE COST., Legge 02/04/1968 num. 482 art. 1 CORTE COST., Legge 02/04/1968 num. 482 art. 11 CORTE COST., Legge 02/04/1968 num. 482 art. 16 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)