Sez. 1, Sentenza n. 2680 del 11/08/1972 (Rv. 360286 - 01)
COMPETENZA CIVILE - COMPETENZA PER VALORE - SOMME DI DENARO E BENI MOBILI - CUMULO - DOMANDA INDETERMINATA DI RISARCIMENTO DEI DANNI - CORRISPONDENZA AL VALORE MASSIMO DELLA COMPETENZA DEL GIUDICE ADITO - CONTESTUALE DOMANDA DI RIMOZIONE DELLA CAUSA DEL DANNO - CUMULABILITA - LIMITI - RISERVA DI CONTENIMENTO DELLA DOMANDA INDETERMINATA - EFFETTI - FORMULAZIONE IMPLICITA DELLA RISERVA DI CONTENIMENTO - AMMISSIBILITA.*
COMPETENZA CIVILE - COMPETENZA PER VALORE - SOMME DI DENARO E BENI MOBILI - CUMULO - DOMANDA INDETERMINATA DI RISARCIMENTO DEI DANNI - CORRISPONDENZA AL VALORE MASSIMO DELLA COMPETENZA DEL GIUDICE ADITO - CONTESTUALE DOMANDA DI RIMOZIONE DELLA CAUSA DEL DANNO - CUMULABILITA - LIMITI - RISERVA DI CONTENIMENTO DELLA DOMANDA INDETERMINATA - EFFETTI - FORMULAZIONE IMPLICITA DELLA RISERVA DI CONTENIMENTO - AMMISSIBILITA.*
La domanda di risarcimento di danni non determinati nel loro ammontare, proposta unitamente a quella intesa alla rimozione della causa del danno, deve ritenersi proposta, per effetto della presunzione di cui all'art 14 cod proc civ, per la somma corrispondente al limite massimo della Competenza per valore del giudice adito, operandosi poi il cumulo ex art 10 con le domande di valore determinato. Quest'ultimo principio, tuttavia, non trova applicazione nel caso in cui l'attore dichiari espressamente di contenere anche la domanda di valore indeterminato nei limiti della Competenza del predetto giudice, poiche in questa ipotesi il valore di tale domanda e rappresentato dalla differenza fra il valore (determinato) dell'altra ed il massimo della Competenza del giudice stesso. Tale soluzione deve essere adottata non solo qualora da parte dell'attore vi sia stata la cosiddetta 'riserva di contenimentò, cioe la dichiarazione espressa che tutte le sue domande devono intendersi racchiuse nella Competenza per valore del giudice adito (dichiarazione la cui essenzialita resta circoscritta all'ipotesi di cumulo oggettivo di piu domande di valore non determinato); ma anche nel caso in cui, sia pur attraverso una dizione letterale riferita alla seconda domanda (di danni), l'attore palesi il preciso intendimento di voler mantenere la causa entro la Competenza del giudice stesso. (V 3408'71, mass n 354979; 3231'71, mass n 354653) (V 2763'70, mass n 349245; 224'70, mass n 345039).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 10 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 14 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)