Sez. L, Sentenza n. 2499 del 17/04/1984 (Rv. 434514 - 01)
CAPACITÀ DELLA PERSONA FISICA - INCAPACITÀ NATURALE DI INTENDERE E DI VOLERE - ATTI COMPIUTI DA PERSONA NATURALMENTE INCAPACE - IN GENERE - VALUTAZIONE DEGLI STESSI ONDE VERIFICARE L'EVENTUALE PREGIUDIZIO ALL'AUTORE - COMPITO DEL GIUDICE DI MERITO - INCENSURABILITÀ - CASSAZIONE - FATTISPECIE - TEMA DI DIMISSIONI DEL LAVORATORE.*
CAPACITÀ DELLA PERSONA FISICA - INCAPACITÀ NATURALE DI INTENDERE E DI VOLERE - ATTI COMPIUTI DA PERSONA NATURALMENTE INCAPACE - IN GENERE - VALUTAZIONE DEGLI STESSI ONDE VERIFICARE L'EVENTUALE PREGIUDIZIO ALL'AUTORE - COMPITO DEL GIUDICE DI MERITO - INCENSURABILITÀ - CASSAZIONE - FATTISPECIE - TEMA DI DIMISSIONI DEL LAVORATORE.*
La valutazione di un bene, che sia stato oggetto di un atto giuridico compiuto da persona incapace di intendere e di volere, al fine di stabilire se ne sia derivato grave pregiudizio all'autore rientra nell'ambito del giudizio di fatto ed appartiene alla Competenza propria ed esclusiva del giudice del merito, le cui determinazioni non sono sindacabili in Sede di legittimità, se non risultano l'effetto di errori giuridici o di vizi logici. (nella specie, la C.S. ha confermato la decisione dei giudici del merito che avevano ritenuto che ai fini dell'annullamento per incapacità naturale, le dimissioni (volontarie) del lavoratore non potevano considerarsi, per sè stesse, di natura gravemente pregiudizievole per quel soggetto che le aveva poste in essere, potendo l'abbandono del posto di lavoro essere determinato dai motivi più diversi, compreso quello del raggiungimento del minimo di pensione). (Conf 795/79, mass n 396971; (Conf 3173/75, mass n 377275).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 428, Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)