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Sez. L, Sentenza n. 10577 del 05/11/1990 (Rv. 469603 - 01)

CAPACITÀ DELLA PERSONA FISICA - INCAPACITÀ NATURALE DI INTENDERE E DI VOLERE - ATTI COMPIUTI DA PERSONA NATURALMENTE INCAPACE - IN GENERE - DIMISSIONI PRESENTATE DAL LAVORATORE - ANNULLAMENTO EX ART. 428 COD. CIV. - CONDIZIONI - VALUTAZIONI DEL GRAVE PREGIUDIZIO - INCENSURABILITÀ IN CASSAZIONE - LIMITI.*
Stato
decisa il 1990-11-05
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/469603-01

CAPACITÀ DELLA PERSONA FISICA - INCAPACITÀ NATURALE DI INTENDERE E DI VOLERE - ATTI COMPIUTI DA PERSONA NATURALMENTE INCAPACE - IN GENERE - DIMISSIONI PRESENTATE DAL LAVORATORE - ANNULLAMENTO EX ART. 428 COD. CIV. - CONDIZIONI - VALUTAZIONI DEL GRAVE PREGIUDIZIO - INCENSURABILITÀ IN CASSAZIONE - LIMITI.*

Ai fini dell'annullamento, a norma dell'art. 428, primo comma, cod. civ., delle dimissioni presentate dal lavoratore subordinato in istato d'incapacità d'intendere e di volere, la valutazione del grave pregiudizio che da tale negozio unilaterale recettizio sia a lui derivato - anche sul piano psicologico, familiare e sociale - con riguardo alla concreta situazione in cui è venuto a trovarsi a seguito della cessazione del rapporto di lavoro costituisce oggetto di un apprezzamento di fatto, che è riservato al giudice del merito ed è incensurabile in Sede di legittimità, se sorretto da motivazione adeguata ed immune da vizi logici e giuridici. (V 1375/86, mass n 444798; (V 2499/84, mass n 434514; (V 795/79, mass n 396971).*

Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 428, Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)