Sez. L, Sentenza n. 382 del 19/01/1988 (Rv. 456940 - 01)
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - ASSENZA DEL LAVORATORE PER MALATTIA - DIVIETO ASSOLUTO DI SVOLGERE ALTRA ATTIVITÀ - INSUSSISTENZA - LIMITI - ATTIVITÀ DIMOSTRANTE UNA SIMULAZIONE DI INFERMITÀ O DETERMINANTE L'INOSSERVANZA DEL DOVERE DI FEDELTÀ - RILEVANZA - FATTISPECIE RELATIVA A LAVORATORE ASSENTE PER MALATTIA MA SVOLGENTE SALTUARIA ATTIVITÀ, AI TAVOLI O IN CUCINA, NEL RISTORANTE DEL SUOCERO.*
LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - COSTITUZIONE DEL RAPPORTO INDIVIDUALE DI LAVORO SUBORDINATO - DURATA DEL RAPPORTO - DIRITTO ALLA CONSERVAZIONE DEL POSTO - INFORTUNI E MALATTIE - ASSENZA DEL LAVORATORE PER MALATTIA - DIVIETO ASSOLUTO DI SVOLGERE ALTRA ATTIVITÀ - INSUSSISTENZA - LIMITI - ATTIVITÀ DIMOSTRANTE UNA SIMULAZIONE DI INFERMITÀ O DETERMINANTE L'INOSSERVANZA DEL DOVERE DI FEDELTÀ - RILEVANZA - FATTISPECIE RELATIVA A LAVORATORE ASSENTE PER MALATTIA MA SVOLGENTE SALTUARIA ATTIVITÀ, AI TAVOLI O IN CUCINA, NEL RISTORANTE DEL SUOCERO.*
Al lavoratore assente per malattia non è vietato in modo assoluto lo svolgimento di altra attività, che per contro è da ritenere illegittimo quando - secondo la valutazione del giudice del merito (incensurabile in Sede di legittimità, se sorretta da motivazione immune da vizi) - evidenzi una simulazione di infermità o comporti, anche attraverso la compromissione della guarigione, l'inosservanza dei doveri del dipendente e, in particolare, di quello di fedeltà. (nella specie, l'impugnata sentenza - confermata dalla S.C. - aveva escluso l'illegittimità, sotto i profili suindicati, della saltuaria attività, ai tavoli o in cucina, svolta dal lavoratore nel ristorante del suocero, presso cui era solito consumare i pasti). (V 2434/85, mass n 440274; (V 1361/81, mass n 411985).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 2105, Cod. Civ. art. 2110 CORTE COST., Cod. Civ. art. 2119, Legge 15/07/1966 num. 604 art. 1 CORTE COST., Legge 15/07/1966 num. 604 art. 3
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)