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Sez. L, Sentenza n. 5289 del 29/05/1999 (Rv. 526883 - 01)

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI - INDENNITÀ E RENDITA - ASSEGNO E RENDITA IN CASO DI MORTE | Diritto alla rendita in favore dei superstiti ex art. 85 d.P.R. 30 giugno 1965 n. 1124 - Nesso di causalità tra l'infortunio patito dall'assicurato ed il suo decesso - Sufficienza - Liquidazione all'assicurato della rendita in capitale - Irrilevanza.
Stato
decisa il 1999-05-29
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/526883-01

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - ASSICURAZIONE CONTRO GLI INFORTUNI SUL LAVORO E LE MALATTIE PROFESSIONALI - INDENNITÀ E RENDITA - ASSEGNO E RENDITA IN CASO DI MORTE

Poiché il diritto alla rendita di cui all'art. 85 del T.U. 30 giugno 1965 n. 1124 si fonda esclusivamente sul nesso di causalità tra l'infortunio patito dal soggetto assicurato ed il suo decesso e compete ai superstiti "iure proprio" e non "iure successionis", sono irrilevanti le particolarità ovvero le speciali modalità delle prestazioni per infortunio attribuite in vita all'assicurato, di talché la circostanza che a quest'ultimo fosse stata liquidata la prestazione in capitale da parte della allora esistente Cassa nazionale di previdenza per l'invalidità e vecchiaia non vale ad escludere il diritto dei superstiti alla rendita ai sensi del citato art. 85.

Riferimenti normativi: DPR 30/06/1965 num. 1124 art. 85 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)