Sez. 1, Sentenza n. 4463 del 26/03/2003 (Rv. 561443 - 01)
ARBITRATO - PROCEDIMENTO ARBITRALE - IN GENERE | Domanda di risoluzione del contratto per inadempimento - Mutamento in domanda di adempimento nel corso del giudizio arbitrale - Ammissibilità - Fondamento.
ARBITRATO - PROCEDIMENTO ARBITRALE - IN GENERE
Nel giudizio arbitrale non può trovare applicazione il principio della non mutabilità della domanda di risoluzione in domanda di adempimento del contratto, stabilita dall'art. 1453, secondo comma, cod. civ., atteso che tale principio opera solo dopo la proposizione della domanda giudiziale, prima della quale la parte adempiente è sempre facoltizzata a mutare la richiesta di risoluzione in richiesta di adempimento, mentre la domanda di accesso agli arbitri - avendo il giudizio arbitrale natura privata ed essendo ontologicamente differente dal giudizio ordinario, rispetto al quale si pone in posizione di negazione ed antitesi - ha natura diversa dalla domanda giudiziale, alla quale è assimilabile solo in relazione a determinati effetti, specificamente precisati nella novella contenuta nella legge n. 25 del 1994 (nella fattispecie non applicabile "ratione temporis").
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1453, Cod. Proc. Civ. art. 816 CORTE COST., Legge 05/01/1994 num. 25
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)