Sez. 6, Sentenza n. 9443 del 10/07/2000 Ud. (dep. 05/09/2000) Rv. 217705 - 01
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - PECULATO - POSSESSO PER RAGIONE DI UFFICIO O SERVIZIO | Ragione di ufficio fondata su prassi e consuetudini - Rilevanza ai fini della configurabilità del delitto di peculato - Sussistenza - Fattispecie: aiutante ufficiale giudiziario espletante mansioni di ufficiale giudiziario.
REATI CONTRO LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - DELITTI - DEI PUBBLICI UFFICIALI - PECULATO - POSSESSO PER RAGIONE DI UFFICIO O SERVIZIO
Ai fini della configurabilità del delitto di peculato (art. 314 cod. pen.), la "ragione dell'ufficio" giustificatrice del possesso va intesa in senso lato e comprende anche il possesso del denaro o della cosa mobile altrui derivante da prassi e consuetudini. Integra, pertanto, gli estremi del delitto la condotta dell'aiutante ufficiale giudiziario che si appropri somme di danaro delle quali aveva il possesso in ragione dello svolgimento, per prassi abituale, delle mansioni dell'ufficiale giudiziario.
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 314 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)