Sez. 2, Sentenza n. 1986 del 20/10/1981 Ud. (dep. 27/02/1982) Rv. 152490 - 01
REATO - REATO CONTINUATO - PENA - CIRCOSTANZE - CIRCOSTANZE RELATIVE ALLE VIOLAZIONI MENO GRAVI - EFFICACIA SULLA DETERMINAZIONE DELLA PENA BASE - ESCLUSIONE - VALUTAZIONE AI FINI DELL'AUMENTO DI PENA PER LA CONTINUAZIONE - AMMISSIBILITÀ.*
REATO - REATO CONTINUATO - PENA - CIRCOSTANZE - CIRCOSTANZE RELATIVE ALLE VIOLAZIONI MENO GRAVI - EFFICACIA SULLA DETERMINAZIONE DELLA PENA BASE - ESCLUSIONE - VALUTAZIONE AI FINI DELL'AUMENTO DI PENA PER LA CONTINUAZIONE - AMMISSIBILITÀ.*
Ai fini della Determinazione della pena nel reato continuato, le circostanze inerenti alle violazioni meno gravi rimangono prive di efficacia, nel senso che, considerata la inscindibilità dell'aumento della pena fino al triplo per la continuazione, non è possibile stabilire, in rapporto ai reati meno gravi, le frazioni di pena che ad essi si riferiscono e sulle quali dovrebbero operare gli aumenti o le diminuzioni delle rispettive circostanze. Si potrà tener conto discrezionalmente di queste ultime, soltanto nella Determinazione dell'aumento da apportare alla pena stabilita per la violazione più grave. (Conf. Mass. 148070/81, 099291/64; 128039/74, 124490/73, 119471/71 ed ivi citate, 107471/68; V. Mass.150564/81 nel senso che per determinare il reato più grave deve tenersi conto soltanto delle circostanze che ad esso si riferiscono; V. Mass. 148293/81, 147469/81, 144913/80, 134712/76, 122183/72, sulla valutazione di tutte le circostanze al fine di determinare la violazione più grave; V. Mass. 145463/80, 141742/79, 134491/76 sulla valutazione delle circostanze per graduare la pena).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)