Sez. 6, Sentenza n. 2566 del 18/11/1983 Ud. (dep. 21/03/1984) Rv. 163255 - 01
SENTENZA PENALE - MOTIVAZIONE - PENA - REATO CONTINUATO - CIRCOSTANZE IN GENERE - ATTENUANTI SUL REATO PIÙ GRAVE - AGGRAVANTI SUI REATI MENO GRAVI - GIUDIZIO DI COMPARAZIONE - AMMISSIBILITÀ - LIMITI.*
SENTENZA PENALE - MOTIVAZIONE - PENA - REATO CONTINUATO - CIRCOSTANZE IN GENERE - ATTENUANTI SUL REATO PIÙ GRAVE - AGGRAVANTI SUI REATI MENO GRAVI - GIUDIZIO DI COMPARAZIONE - AMMISSIBILITÀ - LIMITI.*
Nella Determinazione della pena per il reato continuato il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti ritenute per il reato più grave e circostanze aggravanti applicate ai reati meno gravi che concorrono a formare l'aumento per la continuazione, va operato soltanto ai fini della Determinazione discrezionale dell'aumento per la continuazione. (V mass n 148070; (V mass n 128039; (Conf mass n 152490 e cit. Ivi).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 CORTE COST., Cod. Proc. Pen. art. 474, Cod. Proc. Pen. art. 475
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)