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Sez. 1, Sentenza n. 2344 del 18/04/1995 Cc. (dep. 28/06/1995) Rv. 201842 - 01

Cosa giudicata - Divieto di un secondo giudizio ("ne bis in idem"). | Nozione di "medesimo fatto" - Indicazione - Fattispecie: precedente sentenza di applicazione di pena su richiesta per il reato di favoreggiamento personale nei confronti degli autori di un omicidio e successivo esercizio dell'azione penale per partecipazione all'omicidio stesso.
Stato
decisa il 1995-04-18
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/201842-01

Cosa giudicata - Divieto di un secondo giudizio ("ne bis in idem").

La lettera dell'art. 649 c.p.p., così come dell'art. 90 del codice previgente, è chiarissima nel limitare l'effetto preclusivo del giudicato ai casi in cui il nuovo procedimento ha per oggetto "il medesimo fatto" su cui ha statuito la precedente sentenza irrevocabile. Tale espressione va riferita a tutti gli elementi costitutivi della fattispecie - condotta, evento e nesso di causalità - e alle situazioni in cui vi sia completa identità di condizioni di tempo, di luogo e di persona. (Fattispecie in cui la Corte ha ritenuto corretta la statuizione del giudice di merito nella quale si era affermato che l'esistenza di una sentenza pronunciata in esito alla procedura di cui all'art. 444 e seguenti c.p.p. per il delitto di favoreggiamento personale nei confronti di persone imputate di omicidio non precludeva l'esercizio dell'azione penale quale partecipe dell'omicidio stesso).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 378 CORTE COST., Cod. Pen. art. 575, Cod. Proc. Pen. art. 90 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 444 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 444 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 649 CORTE COST. PENDENTE, Legge 22/09/1988 num. 447 art. 649 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)