Sez. 2, Sentenza n. 2107 del 15/03/1990 (Rv. 465935 - 01)
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - INTERPRETAZIONE - POTERI DEL GIUDICE DI MERITO - ESPRESSIONI DEL TESTATORE - ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATO DIVERSO DA QUELLO LETTERALE - CONDIZIONI.*
SUCCESSIONI MORTIS CAUSA - SUCCESSIONE TESTAMENTARIA - TESTAMENTO IN GENERE - INTERPRETAZIONE - POTERI DEL GIUDICE DI MERITO - ESPRESSIONI DEL TESTATORE - ATTRIBUZIONE DI SIGNIFICATO DIVERSO DA QUELLO LETTERALE - CONDIZIONI.*
Il giudice del merito, nell'interpretazione del testamento, la quale si risolve in un accertamento di fatto insindacabile in Sede di legittimità se immune da vizi logici e giuridici, può attribuire alle espressioni adoperate nell'atto un significato diverso da quello tecnico o letterale, purché non contrastante o antitetico, quando valutando la scheda nel suo complesso e tenendo conto dell'ambiente di vita del de cuius, tale diverso significato si presti ad esprimere in modo più adeguato e coerente la reale intenzione del defunto. (V 4814/87, mass n 453452; (V 7025/86, mass n 449105).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 587, Cod. Civ. art. 1362, Cod. Proc. Civ. art. 360 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)