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Decisione (PESC) 2020/898 del Consiglio del 29 giugno 2020 che modifica la decisione (PESC) 2017/2074, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela

Testo vigente

IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,

vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,

Il 13 novembre 2017 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2017/20741, concernente misure restrittive in considerazione della situazione in Venezuela.

L’11 novembre 2019 il Consiglio, tenendo conto della crisi politica, economica, sociale e umanitaria in corso in Venezuela e delle azioni persistenti che compromettono la democrazia, lo Stato di diritto e il rispetto dei diritti umani, ha adottato la decisione (PESC) 2019/18932, che ha prorogato le misure restrittive in vigore, comprese tutte le designazioni.

Il 21 dicembre 2019 l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («alto rappresentante») ha rilasciato una dichiarazione a nome dell’Unione secondo cui la decisione della Corte suprema del Venezuela e dell’Assemblea costituente non riconosciuta di privare quattro membri dell’Assemblea nazionale dell’immunità parlamentare concessa in virtù della Costituzione costituiva una grave violazione delle disposizioni costituzionali, dello Stato di diritto e del principio democratico della separazione dei poteri. Nella dichiarazione si precisava che l’Unione avrebbe continuato a monitorare la situazione ed era pronta a ricorrere agli strumenti a sua disposizione al fine di promuovere la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani, comprese misure mirate che non danneggiassero il popolo venezuelano.

Il 9 gennaio 2020 l’alto rappresentante ha rilasciato una dichiarazione a nome dell’Unione nella quale si affermava che i recenti atti contro l’Assemblea nazionale, unico organo democraticamente eletto in Venezuela, e molti dei suoi membri, tra cui il presidente, avevano inasprito ulteriormente la crisi nel paese, e che i tentativi, il 5 gennaio 2020, di bloccare con la forza un legittimo processo elettorale concernente la giunta direttiva dell’Assemblea nazionale, così come l’uso della forza contro il suo presidente e vari deputati per impedirne l’accesso all’Assemblea nazionale, erano assolutamente inaccettabili. In tale dichiarazione si affermava inoltre che la votazione che aveva portato a «eleggere» Luis Parra era illegittima, poiché non aveva rispettato né le procedure giuridiche né i principi costituzionali democratici, e che i membri dell’Assemblea nazionale dovevano poter esercitare il proprio mandato parlamentare, loro conferito dal popolo venezuelano, senza alcuna forma di intimidazione o rappresaglia. Inoltre, alla luce della gravità di tali atti e decisioni che compromettevano la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani, la dichiarazione sottolineava l’impegno dell’Unione ad avviare i lavori per l’applicazione di misure mirate nei confronti delle persone coinvolte nella violazione di tali principi e diritti.

Il 4 giugno 2020 l’alto rappresentante ha rilasciato una dichiarazione a nome dell’Unione sugli ultimi sviluppi in Venezuela, compresa la decisione della Corte suprema del Venezuela del 26 maggio 2020 che ratifica l’elezione di Luis Parra in qualità di presidente dell’Assemblea nazionale. Nella dichiarazione si sottolinea che l’Unione ritiene illegittima la votazione che ha portato Luis Parra, poiché non ha rispettato né le procedure giuridiche né i principi costituzionali democratici. Vi si afferma inoltre che gli ultimi sviluppi hanno aggravato ulteriormente la già lunga crisi istituzionale e politica in Venezuela e hanno ridotto lo spazio democratico e costituzionale nel paese. Nella dichiarazione si ribadisce la posizione dell’Unione secondo la quale una via d’uscita sostenibile dalla crisi in Venezuela potrà essere raggiunta solo tramite un processo politico autentico e inclusivo, e si sottolinea che l’Unione respinge al contempo tutti i tipi di violenza, comprese le incursioni militari o violente nel paese. In tale contesto, l’Unione ha rilevato che il recente accordo tra gli attori nazionali sull’assistenza umanitaria rappresenta un passo avanti e ha sottolineato la necessità che tutte le parti lavorino insieme e in modo costruttivo per alleviare le terribili sofferenze del popolo venezuelano, aggravate dalla pandemia di COVID-19.

In tale contesto, alla luce del perdurare della grave situazione in Venezuela, undici persone dovrebbero essere iscritte nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, delle entità e degli organismi soggetti a misure restrittive di cui all’allegato I della decisione (PESC) 2017/2074.

È opportuno pertanto modificare di conseguenza l’allegato I della decisione (PESC) 2017/2074,

HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:

Art. 2

La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Fatto a Bruxelles, il 29 giugno 2020 Per il Consiglio La presidente A. Metelko-Zgombić