Decisione (PESC) 2025/1978 del Consiglio del 29 settembre 2025 che modifica la decisione 2010/413/PESC concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran
Testo vigente
IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,
visto il trattato sull’Unione europea, in particolare l’articolo 29,
vista la proposta dell’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza,
Il 26 luglio 2010 il Consiglio ha adottato la decisione 2010/413/PESC1 concernente misure restrittive nei confronti dell’Iran.
Il 14 luglio 2015 la Cina, la Francia, la Germania, la Federazione russa, il Regno Unito e gli Stati Uniti, sostenuti dall’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza («alto rappresentante»), hanno raggiunto un accordo con l’Iran su una soluzione globale a lungo termine della questione nucleare iraniana. La piena attuazione del piano d’azione congiunto globale («PACG») garantiva la natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano e comporterebbe la revoca complessiva di tutte le sanzioni relative al nucleare.
Il 20 luglio 2015 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite («UNSC») ha adottato la risoluzione 2231 (2015) in cui approvava il PACG, sollecitava la sua piena attuazione secondo il calendario deciso nel PACG e stabiliva le azioni da mettere in atto conformemente al PACG.
Il 20 luglio 2015 il Consiglio ha accolto con favore e avallato il PACG e si è impegnato a rispettarne i termini e a seguire il piano di attuazione convenuto. Il Consiglio ha altresì sostenuto pienamente la risoluzione dell’UNSC 2231 (2015).
Il 18 ottobre 2015 il Consiglio ha adottato la dichiarazione 2015/C 345/012, nella quale rilevava che l’impegno di revocare tutte le sanzioni dell’Unione europea relative al nucleare conformemente al PACG lasciava impregiudicato il meccanismo di risoluzione delle controversie di cui al PACG e la reintroduzione di sanzioni dell’Unione in caso di significativa inadempienza da parte dell’Iran degli impegni assunti nel quadro del PACG. Il Consiglio si impegnava inoltre a reintrodurre senza indugio tutte le sanzioni dell’Unione relative al nucleare che erano state sospese e/o revocate in caso di significativa inadempienza da parte dell’Iran degli impegni assunti nel quadro del PACG su raccomandazione comune rivolta al Consiglio dall’alto rappresentante e da Francia, Germania e Regno Unito.
Il 14 gennaio 2020 l’alto rappresentante, in qualità di coordinatore della commissione congiunta del PACG («coordinatore»), ha ricevuto una lettera dai ministri degli Affari esteri di Francia, Germania e Regno Unito in cui si rinviava alla commissione congiunta una questione relativa all’attuazione, da parte dell’Iran, degli impegni assunti nel quadro del PACG in vista della sua risoluzione tramite il meccanismo di risoluzione delle controversie, come indicato al punto 36 del PACG. Lo stesso giorno il coordinatore ha rilasciato una dichiarazione in cui indicava che avrebbe supervisionato il processo del meccanismo di risoluzione delle controversie («processo»).
Il 24 gennaio 2020 il coordinatore ha rilasciato una dichiarazione in cui comunicava di aver proceduto, nel quadro del processo, ad ampie consultazioni bilaterali e collettive e che tutti i partecipanti al PACG avevano riconfermato la loro determinazione a mantenere l’accordo, nell’interesse di tutti. Il coordinatore ha indicato che, nonostante le divergenze quanto alle modalità, si è convenuto che la complessità della questione in gioco richiedeva più tempo. Il termine del processo è stato quindi posticipato. Tutte le parti coinvolte hanno concordato di proseguire le discussioni a livello di esperti per affrontare le preoccupazioni relative all’attuazione degli impegni relativi al nucleare, come pure i più ampi impatti del recesso degli Stati Uniti dal PACG e della reintroduzione, da parte di tale paese, di sanzioni nei confronti dell’Iran, punto in merito al quale tutti i partecipanti al PACG hanno espresso rammarico.
Il 21 dicembre 2020, in una dichiarazione ministeriale congiunta sul PACG, i partecipanti al PACG hanno ribadito il loro impegno a mantenere l’accordo e hanno sottolineato i rispettivi sforzi in tal senso. La dichiarazione indicava che i ministri avevano discusso come l’attuazione piena ed effettiva del PACG da parte di tutti rimanesse cruciale nonché la necessità di affrontare le attuali sfide in materia di attuazione, comprese quelle relative alla non proliferazione nucleare e agli impegni in materia di revoca delle sanzioni. I ministri hanno convenuto di proseguire il loro dialogo per garantire la piena attuazione del PACG da parte di tutte le parti. I ministri hanno preso atto della prospettiva di riadesione degli Stati Uniti al PACG e hanno sottolineato di essere pronti a rispondervi positivamente in uno sforzo congiunto.
Dall’aprile 2021 all’agosto 2022 il coordinatore ha condotto colloqui diplomatici al fine di negoziare la riadesione degli Stati Uniti al PACG e garantire la piena ed effettiva attuazione del PACG da parte dell’Iran. Nonostante gli sforzi, tra cui varie riunioni della commissione congiunta durante il periodo summenzionato, non è stato possibile raggiungere un accordo.
Il 14 settembre 2023 il coordinatore ha ricevuto una lettera dai ministri degli Affari esteri di Francia, Germania e Regno Unito relativa all’attuazione del PACG. I ministri degli Affari esteri hanno dichiarato che l’Iran era inadempiente dal 2019 e che rilevavano che il processo non ha permesso di risolvere tale situazione. Hanno espresso l’intenzione di non adottare i provvedimenti relativi alla revoca di ulteriori sanzioniil 18 ottobre 2023, data di transizione prevista dal PACG. Lo stesso giorno il coordinatore ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava di aver trasmesso la lettera dei ministri agli altri partecipanti al PACG e che si sarebbe consultato con tutti i partecipanti al PACG sulla via da seguire.
Il 6 ottobre 2023 il coordinatore ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che, a seguito delle consultazioni con tutti i partecipanti al PACG, la questione relativa all’attuazione degli impegni dell’Iran nell’ambito del PACG restava irrisolta a causa delle opinioni divergenti espresse.
Il 16 ottobre 2023 il Consiglio ha adottato la decisione (PESC) 2023/21953 che ha modificato la decisione 2010/413/PESC. Il Consiglio ha ritenuto che l’Unione avesse validi motivi per mantenere dopo la data di transizione prevista dal PACG le misure restrittive nei confronti di determinate persone ed entità di cui agli allegati I e II della decisione 2010/413/PESC del Consiglio e agli allegati VIII e IX del regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio4. Pertanto, i nomi di tali persone ed entità sono stati trasferiti dall’allegato I della decisione 2010/413/PESC del Consiglio all’allegato II di tale decisione e dall’allegato VIII del regolamento (UE) n. 267/2012 del Consiglio all’allegato IX di tale regolamento.
Il Consiglio ha ritenuto inoltre che l’Unione avesse validi motivi per mantenere dopo la data di transizione prevista dal PACG le misure restrittive relative a servizi di messaggistica finanziaria, connesse al settore dei trasporti, connesse ad attività nucleari sensibili in termini di proliferazione e servizi associati, e quelle relative a metalli e servizi associati, relative a software e servizi associati e relative ad armi e servizi associati.
Il Consiglio ha ritenuto inoltre che l’Unione avesse validi motivi per non porre termine dopo la data di transizione prevista dal PACG alle misure restrittive che erano state sospese nella data di attuazione del PACG mediante la decisione (PESC) 2015/1863 del Consiglio5.
Il 28 agosto 2025 il coordinatore e il presidente dell’UNSC hanno ricevuto una lettera dai ministri degli Affari esteri di Francia, Germania e Regno Unito relativa all’attuazione del PACG. Tramite questa lettera, i ministri degli Affari esteri hanno notificato all’UNSC la loro convinzione, basata su prove fattuali, della significativa inadempienza da parte dell’Iran degli impegni assunti nel quadro del PACG, avviando così la procedura di ripristino delle sanzioni ONU revocate nell’ambito della risoluzione UNSC 2231 (2015), in linea con il paragrafo 11 di tale risoluzione.
Il 29 agosto 2025, in linea con la dichiarazione del Consiglio 2015/C 345/01, l’alto rappresentante, la Francia e la Germania hanno inviato al Consiglio una raccomandazione comune raccomandando di introdurre senza indugio tutte le sanzioni dell’Unione relative al nucleare che erano state sospese e/o revocate, una volta ripristinate le sanzioni ONU, in linea con la risoluzione dell’UNSCR 2231 (2015).
Entro il 27 settembre 2025 l’UNSC non aveva adottato una nuova risoluzione per proseguire con la revoca delle sanzioni entro 30 giorni dalla notifica del 28 agosto 2025.Pertanto, in linea con le disposizioni del paragrafo 37 del PACG, devono essere imposte nuovamente le disposizioni delle risoluzioni 1696 (2006), 1737 (2006), 1747 (2007), 1803 (2008), 1835 (2008) e 1929 (2010) dell’UNSC.
È pertanto opportuno modificare di conseguenza la decisione 2010/413/PESC,
HA ADOTTATO LA PRESENTE DECISIONE:
Art. 1
L’allegato II della decisione 2010/413/PESC è modificato conformemente all’allegato della presente decisione.
Art. 2
La presente decisione entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Fatto a Bruxelles, il 29 settembre 2025 Per il Consiglio Il presidente M. Bødskov