Sez. 1, Sentenza n. 6768 del 03/02/2026 Cc. (dep. 19/02/2026) Rv. 289439-02
ESECUZIONE - GIUDICE DELL'ESECUZIONE - QUESTIONI SUL TITOLO ESECUTIVO | Condannato per il delitto di estorsione - Richiesta di riconoscimento della circostanza attenuante della lieve entità di cui alla sentenza della Corte costituzionale n. 120 del 2023 - Parametri applicativi - Desumibilità in via principale dalla sentenza di condanna - Poteri surrogatori del giudice dell'esecuzione - Condizioni.
ESECUZIONE - GIUDICE DELL'ESECUZIONE - QUESTIONI SUL TITOLO ESECUTIVO
Il giudice dell'esecuzione al quale il condannato per il delitto di estorsione chieda di riconoscere la circostanza attenuante della lieve entità di cui alla sentenza n. 120 del 2023 della Corte costituzionale e, conseguentemente, di rideterminare la pena, deve ricercare nelle motivazioni espresse dal giudice della cognizione gli indici di levità della condotta, potendo ricorrere solo in via surrogatoria, all'esito della constatata insufficienza di quell'ordito motivazionale ai fini dell'individuazione dei necessari marcatori di disvalore, a proprie valutazioni ulteriori e autonome.
Cod. Pen. art. 629 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 673 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 666 com. 5, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 670 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)