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Sez. 1, Sentenza n. 4979 del 11/07/2000 Cc. (dep. 10/08/2000) Rv. 216747 - 01

PROVE (COD. PROC. PEN. 1988) - MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI - PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE - PRESUPPOSTI E FORME | Presupposti - Gravi indizi di reità - Sufficienza - Gravi indizi di colpevolezza - Necessità - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2000-07-11
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/216747-01

PROVE (COD. PROC. PEN. 1988) - MEZZI DI RICERCA DELLA PROVA - INTERCETTAZIONI DI CONVERSAZIONI O COMUNICAZIONI - PROVVEDIMENTO DI AUTORIZZAZIONE - PRESUPPOSTI E FORME

L'autorizzazione a disporre l'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di telecomunicazione presuppone l'esistenza di gravi indizi di reato e l'indispensabilità dell'intercettazione. L'apprezzamento di tali condizioni investe la prospettazione, attraverso elementi definibili gravi per la loro concreta attendibilità, dell'esistenza di un fatto penalmente sanzionato, compreso tra quelli indicati nel primo comma dell'art. 266 cod. proc. pen., quali che siano i modi con cui la notizia è stata acquisita e la fonte da cui promana, dovendo valutarsi gli elementi sintomatici di un reato e non quelli della riferibilità soggettiva di questo; ciò in conformità del dettato normativo, che fa riferimento ai "gravi indizi di reato" e non ai "gravi indizi di colpevolezza", espressione usata in tema di applicazione di misure cautelari personali dall'art. 273 stesso codice. (Fattispecie nella quale le intercettazioni telefoniche e quelle ambientali conseguenti erano state autorizzate sulla base di confidenze informalmente riferite da un indagato agli ufficiali di p.g. che avevano proceduto al suo arresto e dallo stesso smentite in sede di interrogatorio).

Riferimenti normativi: Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 266 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 266 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 267 CORTE COST., Legge 22/09/1988 num. 447 art. 267 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)