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Sez. 4, Sentenza n. 55005 del 10/11/2017 Ud. (dep. 07/12/2017) Rv. 271718 - 01

REATO - CAUSALITÀ (RAPPORTO DI) - IN GENERE | Rapporti tra sapere scientifico e decisione del giudice - Serio dubbio in seno alla comunità scientifica attinente a un meccanismo causale rispetto all'evento - Ragionevole dubbio rispetto alla responsabilità dell'imputato - Sussistenza - Affermazione di responsabilità oltre ogni ragionevole dubbio - Necessità di fondamento su un sapere scientifico largamente accreditato tra gli studiosi - Fattispecie.
Stato
decisa il 2017-11-10
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/271718-01

REATO - CAUSALITÀ (RAPPORTO DI) - IN GENERE

In tema di prova scientifica del nesso causale, mentre ai fini dell'assoluzione dell'imputato è sufficiente il solo serio dubbio, in seno alla comunità scientifica, sul rapporto di causalità tra la condotta e l'evento, la condanna deve, invece, fondarsi su un sapere scientifico largamente accreditato tra gli studiosi, richiedendosi che la colpevolezza dell'imputato sia provata "al di là di ogni ragionevole dubbio". (In applicazione del principio la Corte - richiamando espressamente i limiti del sindacato di legittimità rispetto al sapere scientifico - ha ritenuto immune da censure la sentenza di assoluzione degli amministratori delegati e dei presidenti del consiglio d'amministrazione di una società dal reato di omicidio colposo ai danni di lavoratori esposti ad amianto, che aveva argomentato la mancanza di prova del nesso causale sulla duplice considerazione che gli imputati avevano assunto la carica a distanza di molti anni dalla cosiddetta "iniziazione" della malattia tumorale, e che costituiva ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica la sussistenza di un effetto acceleratore sul mesotelioma dell'esposizione ad amianto anche nella fase successiva a quella dell' "iniziazione").

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 40, Cod. Pen. art. 41, Cod. Pen. art. 589 CORTE COST. PENDENTE, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 530 CORTE COST., Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 533 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)