Sez. L, Sentenza n. 2872 del 24/03/1987 (Rv. 451995 - 01)
IMPUGNAZIONI CIVILI - APPELLO - DOMANDE - NON RIPROPOSTE (DECADENZA) - ECCEZIONI - NON RIPROPOSTE (DECADENZA) - PARTE VITTORIOSA NEL MERITO - APPELLO INCIDENTALE IN RELAZIONE ALLE DOMANDE ED ECCEZIONI PROPOSTE E RESPINTE O DICHIARATE ASSORBITE - INAMMISSIBILITÀ - ONERE DI RIPROPORLE IN MODO CHIARO E PRECISO - SUSSISTENZA.*
IMPUGNAZIONI CIVILI - APPELLO - DOMANDE - NON RIPROPOSTE (DECADENZA) - ECCEZIONI - NON RIPROPOSTE (DECADENZA) - PARTE VITTORIOSA NEL MERITO - APPELLO INCIDENTALE IN RELAZIONE ALLE DOMANDE ED ECCEZIONI PROPOSTE E RESPINTE O DICHIARATE ASSORBITE - INAMMISSIBILITÀ - ONERE DI RIPROPORLE IN MODO CHIARO E PRECISO - SUSSISTENZA.*
La parte vittoriosa nel merito in primo grado non è tenuta a riproporre con appello incidentale, difettando il presupposto della soccombenza, le sue domande ed eccezioni respinte o dichiarate assorbite, ma, per sottrarsi alla presunzione di rinuncia di cui all'art. 346 cod. proc. civ. (da coordinare, nel rito del lavoro, con l'art. 436 dello stesso codice, che impone all'appellato di esporre tutte le proprie difese nella memoria difensiva di Costituzione), deve tuttavia manifestare, in maniera chiara e precisa, la propria volontà di riproporle. (V 5838/85, mass n 443023; (V 1434/85, mass n 439468; (V 172/85, mass n 438385; (V 2732/84, mass n 434780).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 346, Cod. Proc. Civ. art. 436
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)