Sez. 1, Sentenza n. 1037 del 24/03/1976 (Rv. 379697 - 01)
PROCEDIMENTI CAUTELARI - SEQUESTRO - CONVALIDA - IN GENERE - CONDIZIONI - INDAGINE E VALUTAZIONE - CRITERIO - FATTISPECIE.*
PROCEDIMENTI CAUTELARI - SEQUESTRO - CONVALIDA - IN GENERE - CONDIZIONI - INDAGINE E VALUTAZIONE - CRITERIO - FATTISPECIE.*
In Sede di convalida del sequestro, l'indagine del giudice deve essere diretta non solo a verificare la sussistenza delle condizioni di legge che legittimano l'autorizzazione del provvedimento cautelare al momento della richiesta, ma anche e soprattutto ad esaminare se le condizioni stesse permangono al tempo della pronuncia, tenendo conto di ogni vicenda successiva e di ogni sopravvenuto elemento di valutazione. (nella specie, trattavasi di sequestro giudiziario autorizzato dall'istruttore in grado di appello, sulla base di una valutazione del fumus boni iuris della pretesa fatta valere con prevalente riguardo alle considerazioni della sentenza di primo grado, che quella pretesa aveva accolto. La suprema Corte, enunciando il principio di cui sopra, ha ritenuto che il collegio di appello, al fine della decisione sulla convalida, correttamente non aveva ristretto l'indagine al riesame degli elementi valutati dallo istruttore, ma aveva preso in considerazione tutte le risultanze processuali, anche di secondo grado). (V 3484/55).*
Riferimenti normativi: Cod. Proc. Civ. art. 670, Cod. Proc. Civ. art. 673, Cod. Proc. Civ. art. 680 CORTE COST., Cod. Proc. Civ. art. 681
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)