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Sez. L, Sentenza n. 3334 del 18/02/2005 (Rv. 579780 - 01)

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - OBBLIGO E DIRITTO ALLE ASSICURAZIONI - ELEMENTI DEL RAPPORTO DI ASSICURAZIONE SOCIALE - CONTENUTO - PRESTAZIONI (ALL'ASSICURATO) - IN GENERE | Erogazione di prestazioni indebite da parte dell'ente previdenziale - Ripetibilità limitata ai casi di dolo dell'assicurato - Nozione - Modifica ad opera della legge n. 260 del 1996 - Esclusione - Fattispecie.
Stato
decisa il 2005-02-18
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/579780-01

PREVIDENZA (ASSICURAZIONI SOCIALI) - OBBLIGO E DIRITTO ALLE ASSICURAZIONI - ELEMENTI DEL RAPPORTO DI ASSICURAZIONE SOCIALE - CONTENUTO - PRESTAZIONI (ALL'ASSICURATO) - IN GENERE

In tema di ripetibilità dei ratei di pensione di reversibilità indebitamente pagati, la nozione del dolo del soggetto che ha indebitamente percepito i trattamenti pensionistici (contenuta in origine nell'art. 13, primo comma, della legge 30 dicembre 1991, n.412, secondo cui la omessa o incompleta segnalazione da parte dei pensionati di fatti incidenti sul diritto o sulla misura della pensione goduta, che non siano già conosciuti dall'ente competente, consente la ripetibilità delle somme indebitamente percepite) costituisce un principio generale di settore e pertanto è rimasta invariata anche dopo l'entrata in vigore della legge 23 dicembre 1996, n.662, globalmente sostitutiva di quella precedente. (Nella specie, la Corte Cass. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso il diritto dell'ente previdenziale alla ripetizione dell'indebito, rilevando che se da un lato era ben vero che la pensionata, avendo prestato attività lavorativa per oltre vent'anni, mancava del requisito della vivenza a carico necessario per fruire della pensione di reversibilità, d'altro canto tale circostanza era ben nota all'ente, che in dipendenza di ciò le aveva persino erogato la pensione di vecchiaia).

Riferimenti normativi: Legge 30/12/1991 num. 412 art. 13 CORTE COST., Legge 23/12/1996 num. 662 art. 1 com. 260 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)