Sez. 3, Sentenza n. 2653 del 09/02/2005 (Rv. 580042 - 01)
RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA) | Morte derivante da incidente automobilistico - Domanda di risarcimento "iure proprio" avanzata dagli stretti congiunti della vittima - Limiti risarcitori - Massimale - Limite previsto cumulativamente per un solo danneggiato - Esclusione - Limite previsto per ciascuna persona danneggiata - Applicabilità.
RISARCIMENTO DEL DANNO - MORTE DI CONGIUNTI (PARENTI DELLA VITTIMA)
In tema di assicurazione obbligatoria "ex lege" n. 990 del 1969, gli stretti congiunti di una persona deceduta a seguito di incidente automobilistico, che agiscano "iure proprio" per il risarcimento del danno loro derivato dalla morte della vittima in ragione dello stretto rapporto di parentela che alla stessa li legava, prospettano la lesione di un diritto proprio derivato dallo stesso fatto che ha provocato la morte e ad esso casualmente collegato ex art. 1223 cod. civ., sicchè il limite del risarcimento non è, in tal caso, cumulativamente per tutti quello previsto per una sola persona danneggiata, ma, distintamente per ciascuno di loro, quello previsto per ciascuna persona danneggiata.
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1223, Cod. Civ. art. 2043 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)