Sez. 3, Sentenza n. 2262 del 16/11/2016 Cc. (dep. 18/01/2017) Rv. 269054 - 01
GIUOCO - CONCORSI ED OPERAZIONI - A PRONOSTICI | Scommesse - Soggetto che opera in Italia per conto di operatore straniero - Mancanza di concessione dell'operatore straniero conseguente alla natura indirettamente discriminatoria del bando di gara ex D.L. n. 16 del 2012 - Configurabilità del reato previsto dall'art. 4 della legge n. 401 del 1989 - Esclusione - Condizioni - Fattispecie.
GIUOCO - CONCORSI ED OPERAZIONI - A PRONOSTICI
In tema di giochi d'azzardo, non è configurabile il reato di raccolta di scommesse in assenza di licenza di pubblica sicurezza, da parte del soggetto che operi in Italia per conto di operatore straniero privo di concessione per non aver partecipato alle gare per l'assegnazione indette ai sensi del D.L. 2 marzo 2012, n. 16, convertito in L. 26 aprile 2012, n. 44, a causa della non conformità del regime concessorio interno agli artt. 49 e 56 T.F.U.E. nella interpretazione fornita dalla Corte di Giustizia, secondo la quale dette norme ostano ad una disposizione restrittiva interna che imponga al concessionario di giochi d'azzardo di cedere a titolo non oneroso, all'atto della cessazione dell'attività per scadenza dei termini della concessione, l'uso dei beni materiali e immateriali di proprietà che costituiscono la rete di gestione e di raccolta del gioco, qualora detta restrizione ecceda quanto è necessario al conseguimento dell'obiettivo effettivamente perseguito da tale disposizione di scoraggiare l'attività illegale. (In conseguenza dell'affermato principio, la S.C. ha annullato il provvedimento del tribunale che, a sua volta, aveva annullato il decreto di convalida di sequestro probatorio delle attrezzature tecniche ed informatiche di un "punto scommesse" operante per conto di allibratore estero, rinviando al giudice di merito per valutare se la disposizione restrittiva di cui all'art. 1, comma 78, lett. b) n. 26 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, vigente all'epoca del bando di assegnazione delle concessioni, contrastasse o meno con il requisito di proporzionalità, tenuto conto, oltre che del valore venale dei beni oggetto della cessione forzata, anche del profitto ragionevolmente ricavabile dalla raccolta delle scommesse).
Riferimenti normativi: Legge 13/12/1989 num. 401 art. 4 CORTE COST., Legge 13/12/2010 num. 220 art. 1 com. 78 n. 2 CORTE COST., Legge 26/04/2012 num. 44 CORTE COST., Legge 28/12/2015 num. 208 art. 1 com. 948 CORTE COST. PENDENTE, Tratt. Internaz. 13/12/2007 art. 49, Tratt. Internaz. 13/12/2007 art. 56, Decreto Legge 02/03/2012 num. 16 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)