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Sez. 1, Sentenza n. 4652 del 21/10/2004 Ud. (dep. 08/02/2005) Rv. 230873 - 01

SENTENZA - IN GENERE | Motivazione - Valutazione probatoria - Criterio di verosimiglianza e massime di esperienza - Utilizzabilità - Condizioni - Fattispecie in tema di omicidio. .
Stato
decisa il 2004-10-21
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/230873-01

SENTENZA - IN GENERE

Nella valutazione probatoria giudiziaria - così come, secondo la più moderna epistemologia, in ogni procedimento di accertamento (scientifico, storico, etc.) - è corretto e legittimo fare ricorso alla verosimiglianza ed alle massime di esperienza, ma, affinchè il giudizio di verosimiglianza conferisca al dato preso in esame valore di prova, è necessario che si possa escludere plausibilmente ogni alternativa spiegazione che invalidi l'ipotesi all'apparenza più verosimile. Ove così non sia, il suddetto dato si pone semplicemente come indizio da valutare insieme a tutti gli altri elementi risultanti dagli atti. (In applicazione di tale principio la Corte ha ritenuto corretta la motivazione della sentenza impugnata che aveva attribuito al movente di un omicidio indicato dalla accusa pubblica valore solamente indiziante e non di elemento di prova autosufficiente, in considerazione della presenza di altre possibili causali).

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 575, Nuovo Cod. Proc. Pen. art. 192 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)