Sez. 2, Sentenza n. 10433 del 23/05/1983 Ud. (dep. 03/12/1983) Rv. 161549 - 01
REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - ESTORSIONE - IN GENERE - COMPENSO AL LAVORO O AL RICETTATORE PER OTTENERE LA RESTITUZIONE DELLA COSA - SUSSISTENZA DEL REATO - INIZIATIVA DELLA VITTIMA - IRRILEVANZA.*
REATI CONTRO IL PATRIMONIO - DELITTI - ESTORSIONE - IN GENERE - COMPENSO AL LAVORO O AL RICETTATORE PER OTTENERE LA RESTITUZIONE DELLA COSA - SUSSISTENZA DEL REATO - INIZIATIVA DELLA VITTIMA - IRRILEVANZA.*
L'iniziativa della vittima non esclude l'illiceità, a titolo di tentativo di estorsione, della pretesa del lavoro (o del ricettatore) di ottenere un indebito compenso quale condizione per la restituzione del derubato della res furtiva. Tale pretesa, invero, si traduce nella minaccia implicita, per il derubato, di perdita definitiva della cosa sottrattagli. (V mass n 151924; (Conf mass n 151923; (Conf mass n 148287).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 629 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)