Sez. 3, Sentenza n. 2918 del 28/04/1983 (Rv. 427834 - 01)
RISARCIMENTO DEL DANNO - VALUTAZIONE E LIQUIDAZIONE - INVALIDITÀ PERSONALE - TEMPORANEA - DEL LAVORATORE DIPENDENTE - PERSISTENTE ATTRIBUZIONE DEL COMPENSO LAVORATIVO - PRETESE RISARCITORIE A TALE TITOLO NEI CONFRONTI DELL'AUTORE DEL DANNO - INAMMISSIBILITÀ - LIMITI.*
RISARCIMENTO DEL DANNO - VALUTAZIONE E LIQUIDAZIONE - INVALIDITÀ PERSONALE - TEMPORANEA - DEL LAVORATORE DIPENDENTE - PERSISTENTE ATTRIBUZIONE DEL COMPENSO LAVORATIVO - PRETESE RISARCITORIE A TALE TITOLO NEI CONFRONTI DELL'AUTORE DEL DANNO - INAMMISSIBILITÀ - LIMITI.*
Qualora il danneggiato che sia lavoratore dipendente, durante il periodo di Invalidità temporanea, causatogli dal fatto illecito altrui, abbia continuato a percepire il compenso lavorativo, non può vantare, a quel titolo, pretese risarcitorie, escludendo l'avvenuta corresponsione del compenso per lavoro l'esistenza del danno, risarcibile, salva restando la possibilità di provare di avere percepito, nel periodo di Invalidità, solo parte della retribuzione, o di aver rinunciato a lavori straordinari o a trasferte, con perdita dei relativi compensi, a causa della diminuita resistenza fisica, od ancora di avere subito danno nello sviluppo della carriera o pregiudizio patrimoniale per non avere potuto godere, in concreto, di altro congedo straordinario od aspettativa retribuita per intero, data l'utilizzazione fattane per detta Invalidità. (V 3850/82, mass n 421816; (V 142/80, mass n 403525; (V 779/79, mass n 396964).*
Riferimenti normativi: Cod. Civ. art. 1223, Cod. Civ. art. 2056
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)