Sez. 6, Sentenza n. 614 del 22/12/1988 Ud. (dep. 18/01/1990) Rv. 183055 - 01
IMPUGNAZIONI PENALI - CASSAZIONE - MOTIVI DI RICORSO - IN GENERE - REATO CONTINUATO - ISTANZA DI APPLICAZIONE DELLA CONTINUAZIONE FRA REATI GIUDICATI E REATI DA GIUDICARE - PROPONIBILITÀ IN CASSAZIONE - CONDIZIONI - IMPOSSIBILITÀ DI PROPOSIZIONE DAVANTI AL GIUDICE DI MERITO.*
IMPUGNAZIONI PENALI - CASSAZIONE - MOTIVI DI RICORSO - IN GENERE - REATO CONTINUATO - ISTANZA DI APPLICAZIONE DELLA CONTINUAZIONE FRA REATI GIUDICATI E REATI DA GIUDICARE - PROPONIBILITÀ IN CASSAZIONE - CONDIZIONI - IMPOSSIBILITÀ DI PROPOSIZIONE DAVANTI AL GIUDICE DI MERITO.*
La richiesta di applicazione della continuazione fra reati giudicati e reati da giudicare può essere proposta per la prima volta in Cassazione solo se nella precedente fase d'appello era stato assolutamente impossibile presentarla. Tale impossibilità si verifica unicamente dopo la pronuncia della sentenza d'appello sul fatto da giudicare. Ciò perché fin quando il giudizio d'appello è in corso è consentita in deroga al principio devolutivo, la deduzione della richiesta di applicazione della continuazione anche in Sede di conclusioni finali di detto giudizio, sempreché prima di tale momento la sentenza sul fatto che poteva costituire la base per il riconoscimento della continuazione non era ancora passata in giudicato. (V mass n 141463; (V mass n 160676; (V mass n 175799; (V mass n 176712; (Conf mass n 170911; (Conf mass n 172327; (Conf mass n 174669; (Conf mass n 176800).*
Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 81 com. 2 CORTE COST., Cod. Proc. Pen. art. 524
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)