Sez. 2, Sentenza n. 10149 del 28/11/1994 (Rv. 488879 - 01)
AGRICOLTURA - RIFORMA FONDIARIA - ASSEGNAZIONE | Morte dell'assegnatario avvenuta prima del riscatto - Successione nel rapporto di assegnazione - Controversia relativa - Soggezione al rito camerale - Provvedimento conclusivo - Natura - Carattere decisorio - Mancata impugnazione - Conseguenze.
AGRICOLTURA - RIFORMA FONDIARIA - ASSEGNAZIONE
A seguito dalla morte di assegnatario di terreno di riforma fondiaria avvenuta prima del riscatto, la controversia instaurata dinanzi al tribunale competente ai sensi dell'art. 7 della legge 29 maggio 1967 n. 379 (che richiama implicitamente l'art. 7 della legge 3 giugno 1940 n. 1078), diretta alla designazione dell'erede subentrante nel rapporto di assegnazione ed alla tacitazione degli eredi esclusi con somme di denaro, è soggetta al rito camerale, ma il provvedimento che la conclude ha carattere decisorio in quanto statuisce, nel contraddittorio degli interessati, su posizioni di diritto soggettivo inerenti alla successione nella posizione dell'assegnatario defunto, anche con riguardo alla facoltà di riscatto. Ne consegue che la mancata impugnazione di tale provvedimento, avente natura di sentenza, rende definitiva la pronuncia in ordine ai detti diritti e coperta dal giudicato anche ogni questione di merito risolta.
Riferimenti normativi: Legge 03/06/1940 num. 1078 art. 7 CORTE COST., Legge 26/05/1967 num. 379 art. 7 CORTE COST.
Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)