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Sez. L, Sentenza n. 13055 del 21/12/1995 (Rv. 495180 - 01)

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - IN GENERE | Domanda giudiziale - Richiesta di maggiore compenso in base a diversa qualificazione della prestazione - Domanda di adeguamento della retribuzione ex art. 36 Cost. - Configurabilità - Esclusione - Limiti - Fattispecie relativa alla richiesta di qualificazione della disponibilità in sede come lavoro straordinario.
Stato
decisa il 1995-12-21
Alla data
2026-11-04
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/civ/495180-01

LAVORO - LAVORO SUBORDINATO - RETRIBUZIONE - IN GENERE

La richiesta di un diverso e maggiore compenso per determinate prestazioni del lavoratore subordinato in dipendenza dell'allegazione di una loro diversa qualificazione giuridica non implica la proposizione anche della domanda di adeguamento della retribuzione a norma dell'art. 36 Cost., ove manchi una esplicita richiesta in tal senso e neanche vi sia deduzione degli elementi diretti a consentire la valutazione della prestazione in riferimento ai parametri costituzionali. (Nella specie il lavoratore aveva chiesto che le sue prestazioni di mera disponibilità presso il luogo di lavoro fossero considerate lavorative e quindi compensate come lavoro straordinario invece che con l'"indennità di pernottamento". La S.C. ha ritenuto che correttamente il giudice di merito, rigettando tale domanda, non aveva valutato l'adeguatezza dei compensi corrisposti ai sensi dell'art. 36 Cost., poiché vi era stata prospettazione di disagi e limitazioni inerenti alla disponibilità in sede solo ai fini della qualificazione giuridica della prestazione).

Riferimenti normativi: Costituzione art. 36, Cod. Proc. Civ. art. 99

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)