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Sez. 1, Sentenza n. 9449 del 20/01/1986 Ud. (dep. 16/09/1986) Rv. 173746 - 01

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO PRETERINTENZIONALE - ELEMENTI SPECIALIZZANTI - EVENTO MORTE COME "QUID PLURIS" RISPETTO ALL'OBIETTIVO PERSEGUITO DALL'AGENTE.*
Stato
decisa il 1986-01-20
Alla data
2026-11-05
Identificativo
mostraaks:it/cass/massima/pen/173746-01

REATI CONTRO LA PERSONA - DELITTI CONTRO LA VITA E L'INCOLUMITÀ INDIVIDUALE - OMICIDIO PRETERINTENZIONALE - ELEMENTI SPECIALIZZANTI - EVENTO MORTE COME "QUID PLURIS" RISPETTO ALL'OBIETTIVO PERSEGUITO DALL'AGENTE.*

La preterintenzione richiede sì un rapporto di causalità tra la condotta diretta a percuotere o a cagionare una lesione e l'evento verificatosi, in cui pertanto la causa non va confusa con la mera "occasione", ma è connotata da due altri aspetti specifici rappresentati dall'elemento soggettivo e da quello oggettivo dato che la violenza deve essere diretta intenzionalmente a percuotere o a ferire, violenza dalla quale sia poi derivato l'evento letale, non voluto, che viene posto a carico dell'agente pur essendo insussistente un rapporto di causalità psichica diretta tra la condotta e l'evento maggiore. Ne consegue che nell'omicidio preterintenzionale l'evento morte rappresenta un "quid pluris", rispetto all'evento effettivamente perseguito che si pone, pertanto, fuori della sfera di volontà dell'agente che ha investito soltanto la condotta finalizzata alle percosse o alle lesioni. (fattispecie di morte procurata da asfissia mediante azioni di strozzamento e strangolamento, ritenute idonee a configurare il delitto di omicidio volontario). (Conf mass n 161037).*

Riferimenti normativi: Cod. Pen. art. 584 CORTE COST.

Fonte: Corte di cassazione, Ufficio del Massimario e del Ruolo (CED)